Giovedì, 17 Giugno 2021
Economia

Porto Cesareo e Castro le regine del turismo: l'indagine di Confartigianato

L'associazione ha stilato un report che fotografa la situazione in provincia: perdono quota gli alberghi tradizionali, bene le ditte individuali. Dimensioni e capitali contenuti

Nella foto: Davide Stasi, Giovanni Pirelli, Luigi Derniolo

LECCE - Il turismo è l’ancora di salvataggio per un territorio che, passo dopo passo, si sta deindustrializzando. Lo sa bene Confartigianato Lecce che ha voluto dedicare un’attenzione particolare al comparto, costituendo una categoria interna all'associazione, presieduta da Giovanni Pirelli e che comprende le attività alberghiere, extralberghiere e balneari.

E per conoscere meglio il tessuto delle imprese locali, Confartigianato ha anche stilato un report dell’offerta turistica in provincia di Lecce. Si parte da un assunto: “Il turismo muove l’economia del territorio e per questo motivo abbiamo capire a che punto siamo, quali sono le criticità da superare e le opportunità professionali che si aprono, specialmente per i più giovani”, ha spiegato il presidente provinciale Luigi Derniolo.

Ma quali sono i principali nodi da sciogliere? “Bisogna darsi da fare e lavorare sulle infrastrutture, sui collegamenti aereoportuali, sulla rete ferroviaria da ammodernare: questi servizi che attraggono i turisti devono essere di livello medio – alto e siamo ancora lontani dal raggiungimento di questo obiettivo – ha aggiunto -. Le imprese, in particolare gli stabilimenti balneari, stanno lavorando in questa direzione ma non basta; devono essere affiancati e sostenuti da una rete di servizi di cui si devono occupare gli enti preposti”.

E poi, ancora, il presidente ammonisce quelle aziende che non agiscono nei parametri di legge (“le influenze negative di questi comportamenti poi ricadono sull’intero comparto”) e chiede maggior respiro economico per gli imprenditori, così da favorire la fuoriuscita dal mercato nero e dal cosiddetto “sommerso”.

Il report sulla “capacità ricettiva” del territorio

Ma qual è l’attuale capacità ricettiva della provincia di Lecce? Davide Stasi, autore dell’indagine, ha analizzato i dati della Camera di Commercio di Lecce e suddiviso le imprese del settore in base a diversi parametri: natura giuridica, capitale sociale, valore della produzione, anno di costituzione, classe e tipologia di addetti e distribuzione territoriale.

Il dato più interessante è probabilmente quello geografico: Lecce è la città che vanta in maggior numero di imprese nel settore del turismo, ma le località balneari più rinomate sono anche quelle che godono maggiormente dei benefici del comparto sull’economia locale: quindi, nell’ordine, Porto Cesareo, Castro, Otranto, Gallipoli, Santa Cesarea Terme e a scendere tutte le altre. La maglia nera se l’aggiudica Sanarica, la cui economia ruota intorno ai settori più tradizionali dell’agricoltura e del commercio.

In totale le imprese legate al turismo sono 7 mila in tutta la provincia (comprese le attività di ristorazione e d’intrattenimento) e rappresentano quasi il 10 percento del tessuto imprenditoriale. La maggior parte dell’offerta ricettiva è rappresentata dalle strutture extra-alberghiere, come b&b, affittacamere, residence, case per le vacanze (759 attività). Perdono quota, quindi, gli alberghi tradizionali che sono in tutto 242.

Più della metà delle ditte è di tipo individuale (54,2 percento), seguita dalle società di capitali (24,7) e dalle società di persone (17,4). Il fenomeno si spiega facilmente: le attività più piccole, che sono anche quelle più numerose, scelgono la forma individuale perché questa comporta meno costi all’avvio. Viceversa, la società di capitale è più diffusa tra gli alberghi tradizionali.

Dall’analisi del capitale sociale emerge chiaramente che tutte le strutture non possono contare su grandi cifre scritte in bilancio: il range mediamente di aggira tra i 10 mila e i 15 mila euro. A conferma delle dimensioni contenute delle imprese locali, arrivano i dati sull’occupazione: nessuna azienda supera i 500 addetti e sono ben 556 le aziende prive di dipendenti e collaboratori.

Per quanto riguarda la capacità ricettiva, sono gli esercizi extralberghieri a fare da padrone con il loro 56 mila 287 posti letto, seguiti dagli alberghi tradizionali che possono accogliere fino a 32 mila 806 turisti. Complessivamente i posti letto sfiorano le 90 mila unità in tutto il Salento.

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