Porto turistico e polemiche: “Gli eco intellettuali hanno visionato il progetto?”

Il consigliere comunale alla portualità di Otranto, Francesco Vetruccio, replica all'appello firmato da uomini di cultura contro il progetto: "Non chiediamo nient'altro che una valutazione accorta di quanto stiamo proponendo"

OTRANTO – “Eco-intellettuali” e porto turistico di Otranto: il consigliere comunale delegato alla portualità, Francesco Vetruccio, già sindaco della città dei Martiri, risponde, dopo averlo letto con “interesse” e “apprensione” all’appello firmato da “scrittori, urbanistici, storici, artisti” ed indirizzato al presidente regionale, Nichi Vendola, e al Ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini.

“Appartengo, oserei dire ‘naturalmente’ – racconta -, al vasto popolo di chi mai fa mancare il proprio appoggio a battaglie contro speculazione e cementificazione, o a favore della salvaguardia della costa. Prima ancora di essere un amministratore, sono un ambientalista e sono convinto che non si possa governare un territorio se non si è guidati da senso estetico e etico insieme coniugati. La differenza tra chi dalla propria scrivania o dal suo scranno di docente impiega meno di un attimo ad apporre la propria firma su di una petizione, sicuramente degna di essere sottoscritta, e chi invece amministra per conto e su mandato di migliaia di cittadini, dovrebbe essere chiara e netta, ma purtroppo molto spesso cosi non è”.

Vetruccio si chiede se i firmatari, “in perfetta buona fede”, abbiano preso visione del progetto, conoscendo il contesto in cui esso è stato inserito e lo stato dei luoghi “quo ante”: “Non voglia apparire questa mia, una critica ‘di metodo’, ma solo un disvelare le dinamiche che sorreggono sul filo dei mass media queste contrapposizioni. Otranto ha un suo ‘genius loci’, ben vivo e vitale, ha saputo conservare il suo territorio in maniera encomiabile, nessun ecomostro da abbattere sui litorali, non un solo abuso edilizio sulle coste, gli anni 70-90 passati quasi senza colpo ferire, tenuto conto degli stermini altrove commessi”.

“Di tutto questo – prosegue - il merito spetta ai sindaci che hanno amministrato, di qualsiasi colore politico essi fossero, ai pretori, alla civitas nel suo complesso. Siamo consapevoli che la vera risorsa del nostro territorio sono i suoi beni storici, risorse che da tempo la città sa mettere a frutto,con buona pace di Tremonti che sostenne che con la cultura non si mangia”.

Il consigliere ricorda come il castello, le mura siano oggetto di continua manutenzione e altri interventi stanno per essere spesi in collaborazione con le varie Sovrintendenze: “Siamo tra i promotori del Parco di Leuca e a favore di un’area marina protetta – asserisce -, abbiamo un depuratore da circa 50 anni, reso ancora più efficiente da lavori ancora in corso, come quasi ultimati sono i lavori di messa in sicurezza la falesia intorno alla baia: tutto questo ancora non basta per essere giudicati affidabili?”.

“Di certo – prosegue - vari governi regionali e nazionali e le Soprintendenze, in nome di interessi generali e non certo del solo nostro territorio, hanno incamerato l’assenso per l’elettrodotto già in funzione da anni, e per un gasdotto che ha ricevuto già i pareri positivi. Non chiediamo nient'altro che una valutazione accorta di quanto stiamo proponendo, non abbiamo la protervia o l'arroganza di aver ragione su tutto, ma alla politica, agli enti che decidono del nostro stesso futuro, dell’economia di tutto il territorio, di quello che un giorno sarà appannaggio dei nostri figli, chiediamo risposte da inquadrare nel contesto generale di un territorio, di una economia, di uno sviluppo,  pur nella stretta, e per noi indispensabile, conservazione della nostra ineguagliabile specificità”.

Un riferimento, quindi, al nuovo piano urbanistico generale in itinere, che concede spazio ad una ristrutturazione dell'esistente e prevede scarsissime nuove costruzioni in piena sintonia con la scelta di individuare nella gente proveniente dal mare i nuovi fruitori del territorio, “evitando urbanizzazioni costiere selvagge ed eccessive”: “Non possono essere i coni ottici di un godimento del paesaggio (peraltro conservati) – insiste -, o gli alberi delle barche che con vele e bandiere garriscono al vento impedimento serio da compromettere sviluppo e occupazione. La Politica faccia il suo lavoro più alto che è quello di armonizzare tutte le istanze che provengono dalla società civile senza protervia e senza paura. Noi chiediamo sommessamente di essere insieme agli altri i protagonisti del futuro della nostra gente: chiediamo troppo?”.

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