Posti di lavoro a rischio in Transcom. Sindacati all'opera per evitare il peggio

Il noto call center ha perso una commessa importante e gli operatori temono il licenziamento. Le sigle sindacali al lavoro per mantenere i livelli occupazionali

Repertorio.

LECCE - Oltre un centinaio di posti di lavoro potrebbero andare in fumo nel call center "Transcom". L'azienda di telecomunicazioni, tra le più importanti della provincia di Lecce e sita nella zona industriale del capoluogo, attualmente conta 450 dipendenti e lavora con importanti commesse. In particolare propone servizi di supporto a clienti che operano in diversi settori: dalla finanza al commercio; dalle imprese on-line alle agenzie di viaggio fino alla pubblica amministrazione ed al settore dell'intrattenimento.

Che accade dunque? Il colosso ha perso un'importante cliente, Genial Lloyd, che non ha rinnovato il mandato affidandolo ad una società concorrente sul territorio. Suo malgrado ora Transcom rischia di dover mandare a casa gli operatori impiegati su quella commessa, 108 in totale e tutti a tempo indeterminato, con contratti di tipo part-time ed, in percentuale minore, full-time. Persone che ora temono di dover perdere  quella che, in alcuni casi, rappresenta l'unica fonte di sostentamento per le proprie famiglie. 

Un vero disastro per il Salento messo in scacco dalla crisi economica; un'eventualità che i sindacati stanno cercando di scongiurare in ogni modo. Tutte le sigle del settore Tlc, quindi Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, sono all'opera per salvaguardare i posti di lavoro comunque garantiti fino al 28 febbraio. Non vi è un preannuncio di licenziamento, solo un timore fondato tra i dipendenti che chiedono di applicare tutte le condizioni di garanzia previste dalla legge.

Tra queste figura anche l'ipotesi di applicazione della clausola di salvaguardia sociale atta a garantire il passaggio del personale sul cambio di ditta all'interno della medesima commessa. Un'ipotesi tutta da valutare, al pari di altre strade che i sindacalisti stanno battendo per evitare il peggio.

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Del resto il comparto delle telecomunicazioni, nel suo complesso, non pare godere di ottima salute e si avvia allo sciopero generale nazionale proclamato per il 1° febbraio. Parallelamente alla grande manifestazioni prevista a Roma, gli operatori dovrebbero incontrarsi a Bari per protestare contro il mancato rinnovo del contratto Tlc, bloccato da due anni. I lavoratori scenderenno in moltre piazze italiane per difendere i diritti e le tutele acquisite contro il repimento del jobs act che non solo liberalizza il controllo a distanza, ma aumenta - dal loro punto di vista - la precarietà e il rischio di demansionamenti.

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