Economia

Confartigianato: Salento primo produttore di energia da fonte solare

Secondo la prima indagine del Centro studi di Confartigianato, il numero di impianti in provincia di Lecce è aumentato del 56 per cento tra il 2011 e l'anno successivo. La quantità di elettricità prodotta da pannelli solari è cresciuta del 60 per cento

@TM News/Infophoto

LECCE – Nel giro di un anno gli impianti fotovoltaici in provincia di Lecce sono aumentati del 56 per cento, passando da 7112 nel 2011 a 11100 nel 2012 e il Salento è il primo territorio d’Italia nella produzione di energia da fonte solare con il 5 per cento dei 18861,7 gigawatt prodotti nel Belpaese. E’ quanto emerge dalla prima indagine sul fotovoltaico condotta dal Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia che ha elaborato gli ultimi dati del Gestore dei servizi energetici (Gse).

In Puglia, ci sono 33563 impianti: oltre a quelli nel Salento ce ne sono 8992 nel barese, 4675 nel tarantino, 3791 nel brindisino, 3543 nel foggiano e 1461 nella Bat. Rispetto al 2011, l’incremento è di 10637 unità (erano 22.926), pari al 46,4 per cento in più.

Gli oltre 33mila impianti  pugliesi esprimono una potenza complessiva di 2449 megawatt contro i 2186 dell’anno precedente. La variazione è di 263 megawatt in più, pari ad un incremento del 12 per cento. In dettaglio, Bari è cresciuta del 23,5 per cento. Seguono Lecce (13), Taranto (11,3), Bat (10,9), Foggia (10,6) e Brindisi (3,8).

I pannelli producono energia per 3491,2 giga watt contro i 2095,8 del 2011 (più 66,6 per cento). In particolare, Foggia è cresciuta dell’80,7 per cento. Seguono Taranto (72,9), Bari (66,3), Brindisi (62,5), Bat (62,2) e Lecce (60,4).

Confartigianato “esprime soddisfazione per il decreto legge in materia di efficienza energetica varato il 31 maggio dal Consiglio dei ministri che, oltre agli interventi sull’eco-bonus, consente di continuare ad operare a oltre 80mila installatori di impianti nel settore delle energie rinnovabili. Il governo, infatti, ha recepito le sollecitazioni di Confartigianato ed è stato sventato il rischio che dal primo agosto si creassero 80mila esodati”.

“Questo sarebbe stato il destino degli impiantisti – spiega Confartigianato in una nota -, in base all’articolo 15 del decreto legislativo numero 28 del 2011, che tra i requisiti per poter installare impianti non prevedeva l’abilitazione oggi riconosciuta dal decreto ministeriale numero 37 del 2008 per i responsabili tecnici delle imprese impiantistiche. Grazie alla battaglia di Confartigianato, questa “discriminazione” è stata superata e il provvedimento varato dal Governo riconosce la qualificazione professionale già acquisita dagli installatori in possesso del titolo di studio della scuola dell’obbligo e dell’esperienza maturata in anni di lavoro e imposta dalla legge del 2008 per operare sugli impianti”.

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