Prorogata la cassa fino a maggio: un sospiro di sollievo per i dipendenti di Mercatone Uno

Gli ammortizzatori permetteranno ai 123 lavoratori salentini di accedere anche ai corsi di formazione. I sindacati chiedono soluzioni anche per la sede del negozio di San Cesario

Foto di repertorio

SAN CESARIO DI LECCE – Il Mercatone Uno ha ottenuto, a livello nazionale, la proroga della cassa integrazione straordinaria per crisi fino al 23 maggio.

I lavoratori, per i mesi che vanno da maggio a dicembre 2019, potranno anche contare sull'integrazione salariale concessa dal decreto Milleproroghe: il governo ha infatti messo sul piatto oltre 4 milioni di euro complessivi per aiutare i dipendenti delle aziende fallite e che sono in amministrazione controllata.

Gli interessati potranno quindi tirare un sospiro di sollievo e resistere qualche mese, in attesa che si sciolga il nodo principale. Ovvero che, tra le manifestazioni di interesse, si trovi un acquirente a rilevare il noto marchio di cui è proprietaria Shernon Holding.

Nel solo Salento, i dipendenti coinvolti dall'impasse commerciale sono 123.

I problemi per i lavoratori dei i punti vendita di Surano, Matino e San Cesario sono cominciati allorché la proprietà ha avviato la procedura di concordato preventivo. Una vera e propria doccia fredda si è abbattuta su scala nazionale.

Gli ammortizzatori sociali in scadenza a fine anno sono stati però rinnovati. E questa proroga aprirà anche la porta ai corsi di formazione che inzieranno a fine gennaio. I corsi regionali sono quelli previsti dal bando “Mi formo e lavoro” retribuiti 6  euro l’ora per ciascun partecipante.

L'assessore regionale al ramo, Sebastiano Leo, lo ricordiamo, aveva infatti previsto l’allargamento della platea degli enti di formazione che potevano partecipare al bando per assicurare maggiori opportunità di ricollocazione ai disoccupati.

“Ora siamo in attesa di conoscere l'evoluzione di queste manifestazioni di interesse che sono ancora al vaglio dei commissari, augurandoci di trovare imprenditori affidabili che offrano risposte concrete e che non durino lo spazio di qualche mese, così come è accaduto precedentemente”, ha commentato le segretarie Daniela Campobasso e Antonella Perrone di Filcams Cgil e Uiltucs Uil Lecce.

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Il prossimo passo sarà quello di un sit-in programmato il 22 gennaio sotto la sede della Regione Puglia. Rimane da risolvere anche il problema degli affitti delle sedi di Bari e San Cesario: “Esistono lavoratori che non hanno più una sede fisica di riferimento: ci stiamo attivando per trovare una soluzione perché maggio sembra lontano ma di fatto è dietro la porta”, hanno concluso le sindacaliste.

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