Economia

Stop alle nuove assunzioni. I dipendenti del 118 presidiano la prefettura

I lavoratori delle ditte Meleleo ed Ikebana, in presidio alla Asl da dieci giorni, continuano a rivendicare l'assunzione in Sanitaservice frenata dalla direzione generale. Usb reclama l'intervento della Regione Puglia

Un momento della protesta

LECCE – Dieci giorni e dieci notti in presidio all’interno della direzione generale della Asl di Lecce non sono bastati ad ottenere le garanzie che aspettavano. Così i dipendenti delle ditte Ikebana e Meleleo oggi hanno organizzato un sit-in di protesta direttamente sotto la prefettura di Lecce sperando di dare un’accelerata al processo di internalizzazione del servizio emergenza-urgenza gestito in appalto dalle due ditte, su cinque postazioni del Salento.

Quelle firme sui contratti di assunzione nella società in house creata dall’azienda sanitaria locale, Sanitaservice, non sono mai state apposte, nonostante la lunga attesa dei lavoratori si sarebbe dovuta concludere il 1° febbraio. L’internalizzazione sembrava cosa fatta, ma con la delibera del 25 gennaio, numero 104 la direzione sanitaria ha sospeso le procedure in attesa di una valutazione della compatibilità economica e del rispetto della normativa vigente in materia.

Una “scusa” bella e buona, secondo il referente Usb Gianni Palazzo che, in attesa di incontrare il capo di gabinetto prefettizio, Guido Aprea, racconta un’altra “verità” sullo stop imposto a sorpresa: “I volontari del 118, insieme ad alcune sigle sindacali che hanno manifestato a Bari, ci hanno messo i bastoni tra le ruote, pretendendo la medesima garanzia di assunzione per i colleghi anche se non regolarmente stipendiati”. L’obiettivo di allargare la platea dei nuovi dipendenti di Sanitaservice è condiviso dal sindacato Usb, ma prima “bisogna sanare l’immediato”.

Tra le due categorie di lavoratori esisterebbero, infatti, vistose differenze che guardano più alla forma che alla sostanza: diversa è la situazione tra chi gode di un regolare contratto e si trova davanti una strada spianata e chi viene retribuito mediante un simbolico rimborso spese. Nel caso dei volontari, infatti, “si rende necessario un ulteriore finanziamento regionale”, puntualizza il sindacalista.

Sulla nuova ondata di internalizzazioni che viaggia in netto ritardo nella Asl di Lecce dove, rispetto ad altre realtà regionali, il servizio di emergenza – urgenza non ha avuto la precedenza sugli altri, ci sarebbero pochi dubbi. Anzi, il vantaggio, a detta di Usb, sarebbe duplice. Con un occhio si guarda ai benefici economici ed al “consistente risparmio per le casse pubbliche”, con l’altro si scruta un nuovo futuro di “stabilità” per i lavoratori. Non sarebbero pochi, infatti, gli addetti del 118 che continuano ad essere retribuiti dalle ditte esterne “con continui ritardi”.

La stessa procedura in housing, inoltre, non avrebbe bisogno di ulteriori giustificazioni: “Il percorso di internalizzazione è stato legittimato, negli anni, in diverse sedi giudiziarie. Non si può rimettere tutto in discussione, ogni volta”, ammonisce Palazzo.

Eppure da quel 25 gennaio, nessun dirigente medico, locale o regionale, ha ritenuto di dover ancora incontrare i 46 dipendenti di Ikebana e Meleleo. Per fornire una qualche certezza in merito al loro destino lavorativo.   

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