L'impegno di Scarlino: la produzione resta a Taurisano. Sit-in dei lavoratori

Sit-in dei lavoratori e incontro tra sindacati Flai Cgil, Ugl, amministratore dell'azienda e viceprefetto Aprea. Raggiunta l'intesa per il mantenimento della produzione in Italia, con verifica prevista ad ottobre, e per l'attivazione degli ammortizzatori straordinari

Uno striscione esposto al sit-in.

LECCE – Il salumificio Scarlino continuerà a produrre in Italia, precisamente nello stabilimento di Taurisano, mantenendo una parte di lavoro anche nella lontana Polonia. E’ questo l’impegno fondamentale che, questa mattina, alla presenza del vice prefetto Guido Aprea e delle sigle sindacali del settore alimentare, Attilio Scarlino, amministratore unico dell’omonima società, si è assunto.

I sindacati, dopo un braccio di ferro con il gruppo Scarlino, durato un mese, oggi hanno scelto la strada del dialogo per sventare il disastro: ovvero la completa chiusura del sito salentino e la totale e definitiva delocalizzazione all’estero. L’incontro tra le parti, cui hanno partecipato anche i dirigenti di Confindustria, si è tenuto in tarda mattinata presso la prefettura locale. Ma già qualche ora prima i dipendenti si sono radunati in via XXV luglio per animare un sit-in di protesta contro la decisione del gruppo di attivare la cassa integrazione straordinaria. Per molti di loro, infatti, gli ammortizzatori sociali in regime ordinario scadranno nel mese di agosto. Allo stesso modo si concluderà anche il contratto di solidarietà attivato per tutti e 89 i dipendenti.

L’attivazione della cassa straordinaria appare, però, un passaggio obbligatorio: durante il vertice odierno, i segretari di Flai Cgil, Ugl e Cisal hanno accettato il ricorso a tale strumento, da parte dell’azienda, purché limitato nel tempo e destinato a rilanciare la produzione nel sito di Taurisano. Diversamente si tratterebbe solo di un passo avanti verso il licenziamento collettivo che tutti intendono evitare.

“Mi ritengo piuttosto soddisfatto del passo avanti che abbiamo fatto oggi – ha commentato Vito Perrone di Ugl -: il nostro obiettivo era quello di garantire tutti i livelli occupazionali ed evitare che Scarlino chiudesse i battenti a Taurisano. L’intesa prevede anche una verifica sugli impegni assunti, che si terrà nel mese di ottobre. Gli amministratori del gruppo si sono formalmente impegnati a restare sul territorio e tutti gli aspetti tecnici ed economici, relativi all’attivazione degli ammortizzatori sociali, saranno valutati nel corso della prossima riunione che si terrà venerdì presso la Provincia di Lecce”.

La collega di Flai Cgil, Monica Accogli, spiega come, nel corso della riunione, le parti abbiano sollecitato il funzionario della prefettura ad un’operazione di sensibilizzazione nei confronti della magistratura che ha sequestrato un importante macchinario, in seguito al grave incidente in cui un operaio ha perso la vita. Dal quel momento per l’azienda di Taurisano sarebbero cominciati i guai: la sua sostituzione con due altri macchinari ha permesso, infatti, di integrare solo parzialmente il lavoro della linea bloccata.

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Ora il gruppo, stando a quanto emerso dall’incontro, sarebbe intenzionato a giocarsi il tutto per tutto, pur di rilanciare la produzione in Italia, puntando anche sulla lavorazione di nuovi prodotti. Crisi e delocalizzazione permettendo.

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