Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

Provincia cattivo pagatore? L’assessore insorge: “In 20 giorni per la parte corrente”

Palazzo dei Celestini contesta i dati diffusi nei giorni scorsi da Confartigianato che a sua volta precisa: "Sono del ministero dell'Economia". Silvano Macculi illustra le ragioni che determinano ritardi, invece, per le fatture di parte capitale

Antonio Gabellone e Silvano Macculi.

LECCE - Provincia come ente cattivo pagatore? Nemmeno per sogno, replicano da Palazzo dei Celestini ai dati diffusi da Confartigianato. L’assessore al Bilancio, Silvano Macculi, ha “impugnato” la penna per certificare, nero su bianco, il corretto operato dell’amministrazione, al netto delle generali ristrettezze finanziarie proprie di tutti gli enti locali. Secondo l’esponente del governo, i tempi dei pagamenti dei fornitori di parte corrente non superano i 20 giorni e che non vi sarebbero fatture non pagate né per il 2012 né per il 213 (eccezion fatta per le ultime emesse). Mentre sì – riconosce Macculi -, qualche difficoltà ci sarebbe per la parte capitale ma non per responsabilità della Provincia.

“Nel 2012 e 2013 – spiega l’assessore -, al fine di offrire il massimo supporto possibile al maggior numero dei propri fornitori, si è giunti a rateizzare i pagamenti, triplicando il lavoro amministrativo, ma garantendo un minimo di risorse (ossigeno) ad una più estesa platea di beneficiari. Più trance di pagamento, anche piccole, attraverso risorse erogate appena disponibili. E l’errore in cui si è incorsi  nella pubblicazione dei dati relativi all’utilizzazione degli spazi concessi dal ministero derivano, non sembri assurdo, proprio da tale propensione a saldare nel minor tempo possibile le fatture”

Macculi spiega quindi lo sviluppo del suddetto paradosso: “Nell’aprile 2013 gli enti locali presentavano al ministero richiesta di spazi finanziari da escludere dal conteggio per il patto di stabilità 2013 suddivisi tra pagamenti effettuati prima dell’8 aprile e quelli ancora da effettuare. Il totale per la Provincia di Lecce ammontava a oltre 11 milioni e mezzo di euro, di cui 7 milini per pagamenti effettuati nei primi tre mesi dell’anno. Il ministero nella concessione di tali spazi ha agevolato le fatture non pagate alla suddetta data, finanziandole interamente, penalizzando quelle pagate da gennaio fino all’8 di aprile, finanziandole solo per il 63 per cento. In pratica la Provincia di Lecce a fronte degli oltre 7 milioni pagati se ne è visti riconoscere poco più di 4 milioni e mezzo perdendoci più di 2 milioni e mezzo. La colpa? Aver pagato i propri fornitori prima del fatidico 8 aprile”.

“E’ sicuramente ingiusto – conclude Macculi - leggere che oltre al danno ricevuto per essere stati corretti si subisca la beffa di essere additati come cattivi pagatori.  Nel 2013 la Provincia di Lecce a fronte di spazi concessi pari a 8 milioni 862mila euro ha effettuato pagamenti per quasi 11 milioni e non per 4milioni e 700mila come erroneamente riportato sugli organi di stampa”.

Sulle affermazioni di Macculi si è espresso il capogruppo del Partito democratico in Provincia, Cosimo Durante: “Purtroppo le cose non stanno così. Proprio in questi giorni più di qualcuno ci ha confidato con rammarico e disappunto di attendere ancora il pagamento della fattura. Si tratta di periodi che variano da qualche mese a più di un anno. E siccome ci piace dire le cose con esattezza e non per sentito dire, provvederemo presto a verificare se ciò che ci è stato detto corrisponde a verità Di certo conosciamo gli effetti del Patto di stabilità, ma non possiamo neanche far passare allegramente le vivaci affermazioni dell’assessore provinciale, il quale, nel suo comunicato da dottore commercialista, rende perentorie affermazioni facilmente contestabili quando dice che alla data di oggi non vi sono fatture impagate non solo per il 2012, ma anche per tutto il 2013”.

Confartigianato, dal canto suo, ha chiarito che la paternità dei dati è direttamente ministeriale: “Si tratta, sostanzialmente, di un elenco di tutti gli enti locali che hanno chiesto disponibilità finanziaria sul Patto di stabilità e o anticipazioni di cassa per saldare i debiti nei confronti delle imprese creditrici, ai sensi dei decreti legge numero 35 e numero 102 del 2013. In particolare, le anticipazioni di cassa sono state erogate dalla Cassa depositi e prestiti, mentre le disponibilità finanziarie sono state ripartite con decreto ministeriale”.

“I dati, da noi diramati – si conclude il comunicato -, riportano sia la dotazione finanziaria sia gli importi effettivamente pagati dalle Province, tanto a valere sulle anticipazioni di cassa (grazie alla rendicontazione fornita dalle Province stesse a Cassa depositi e prestiti) quanto a valere sugli spazi finanziari resi disponibili sul Patto di stabilità interno (grazie ai dati forniti dall’Unione province italiane)”.

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