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Pugliesi, popolo di inventori: la crisi economica si combatte con il brevetto

Lo scorso anno su mille e 963 domande depositate per via telematica o alle Camere di commercio, mille e 119 provenivano da Bari. I salentini in tutto ciò si difendono molto bene. Sono secondi nella classifica da decenni. Lo studio effettuato da Confartigianato imprese Puglia

LECCE – “La crea­ti­vità nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le sco­perte e le grandi stra­te­gie”. Era il 1931 quando uscì ‘Il mondo come io lo vedo’, antologia partorita dall’ingegno di Albert Einstein. Più di ottant’anni dopo, filosofia e riflessioni del grande fisico tedesco continuano a essere più che mai attuali. E trovano sponda in un popolo, quello pugliese, che davanti alla crisi e al proliferare dell’illegalità, spesso e volentieri preferisce inventare, piuttosto che rassegnarsi.

Nel 2014, spiega Confartigianato imprese Puglia, sono state depositate circa 2mila domande per tutelare marchi, brevetti e disegni. Ne sarebbe ben felice proprio Einstein, che – come molti ricorderanno - prima di sfondare come scienziato è stato dipendente dell’ufficio brevetti di Berna.  

L'indagine è stata condotta dal centro studi di Confartigianato, che ha elaborato i dati dell'Uibm (Ufficio italiano brevetti e marchi), il quale fa capo al ministero dello Sviluppo economico. E il quadro che n’emerge è sintomatico di un certo fermento. La recessione, infatti, non porta solo svantaggi, come il proliferare del mercato del falso e la concorrenza sleale, ma stimola anche l’intelletto. Tanto che gli imprenditori si difendono brevettando invenzioni e modelli di utilità oppure registrando nuovi marchi e disegni.

I salentini in tutto ciò si difendono molto bene. Sono secondi, infatti, nella classifica, e ormai da decenni. Lo scorso anno, infatti, su mille e 963 domande depositate per via telematica o alle Camere di commercio, mille e 119 provenivano da Bari, 362 da Lecce, 191 da Taranto, 178 da Foggia e 113 da Brindisi. E dal 1980 a oggi ne sono state depositate 31mila e 389, di cui 18mila e 874 a Bari, 5mila e 770 a Lecce, 2 mla e 749 a Foggia, 2 mila e 442 a Taranto e mille e 554 a Brindisi.

Ovviamente, Confartigianato invita anche a prendere con le pinze il dato generale. E’ chiaro che non tutte le idee sono davvero originali e utili per la vita quotidiana. Dimostrano però una certa vivacità imprenditoriale, e questo è un segnale più che confortante. Cioè, si affilano le armi e fa niente se a volte sono spuntate. L’importante è provarci.  

La Puglia, in particolare, offre un contributo significativo alle industrie del mobile, del tessile, dell’abbigliamento e del calzaturiero, ma anche a quella dell’elettronica (con il distretto aereo-spaziale). Con un interessante dato statistico: contrariamente al trend nazionale, questi settori fanno registrare una crescita nel numero di disegni depositati. Nel 2014, infatti, tra le invenzioni si ritrova di tutto e di più. Spiccano le tecnologie per la produzione di energia elettrica rinnovabile e innovativi sistemi di sicurezza da adottare negli ambienti di lavoro e fra le mura domestiche.

Tutto questo, anche per contrastare l’inesorabile marcia dell’illegalità. In primis la contraffazione del marchio (il caso tipico), ma anche del design, cioè la realizzazione di oggetti che assomigliano, in tutto e per tutto, a modelli o disegni già registrati. Un fenomeno, illustrano gli autori della ricerca, che colpisce soprattutto pelletteria e arredamento. Per non parlare dell’abuso dell'indicazione d’origine “made in Italy” per spacciare come nostrani prodotti esteri. Un problema che tocca molto da vicino l'agro-alimentare (l’olio d’oliva, ma non solo) e il calzaturiero.

Desta preoccupazione, infine, pure l'importazione parallela, in altre parole la vendita di beni destinati ad altri Paesi, ma distribuiti qui, attraverso canali non ufficiali, a prezzi inferiori a quelli di mercato. Il che danneggia soprattutto il settore dei prodotti cosmetici.

“Lo sviluppo della proprietà industriale – commenta Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato imprese Puglia – assume un ruolo fondamentale nel favorire la crescita e la competitività delle nostre micro, piccole e medie imprese che, oggi più che in passato, operano in un mercato sempre più libero e globalizzato”.

“Allo stesso tempo – continua il presidente – è fondamentale per garantire una minima tutela contro il gigantesco giro d’affari della contraffazione che colpisce così duramente i prodotti italiani, specie quelli dell’eccellenza artigiana”.

“Purtroppo – aggiunge con rammarico - neanche nel proprio semestre di presidenza del Consiglio dell’Ue l’Italia è riuscita a far approvare le norme sul “Made in”: si tratta di una grande occasione persa per difendere l’identità e l’origine delle nostre produzioni”.

“Confartigianato – conclude Sgherza – continuerà ad incalzare tanto il Governo quanto le istituzioni comunitarie affinché venga finalmente approvato l’obbligo di indicazione di provenienza su tutti i prodotti in modo da garantirne la tracciabilità, la sicurezza e l’originalità”.

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