Economia

Pulizie nelle scuole, punto e a capo. E scatta il sit–in dei lavoratori in prefettura

La vertenza degli ex dipendenti Intini non si sarebbe risolta con il passaggio nelle tre nuove aziende, a partire dal 1° gennaio. Alla protesta per il "mancato" rispetto degli accordi si aggiunge la minaccia di un esposto in Procura

Foto di una precedente manifestazione.

LECCE – Sembrava essersi appianata la complicata vertenza degli addetti alle pulizie degli istituti scolastici, costantemente alle prese con i ritardi dei pagamenti da parte dell'azienda Intini Source spa. Ma, come ammettono gli stessi lavoratori, "è tutto da rifare".

Il gruppo di Noci, in grave crisi finanziaria e attualmente posto in liquidazione in bonis, ha passato il testimone il testimone a tre aziende: la coop Pdp, Leader Service srl e la società cooperativa Sourcelan. I 460 lavoratori licenziati sono transitati, senza molte complicazioni, nelle nuove società a partire dal 1 gennaio 2013. L'operazione, frutto di un accordo preso il 28 dicembre con tutti gli attori della vertenza (quindi, insieme a sindacati e aziende, anche il consorzio Miles che è a monte dell'appalto), doveva garantire condizioni di stabilità e sicurezza per i dipendenti. Da sempre alle prese con ritardi e "misteriosi" ammanchi di soldi nei vari passaggi dei fondi che dal ministero della Pubblica istruzione, passano per le scuole, il consorzio Miles, le aziende locali per finire nelle tasche dei lavoratori.

Eppure, siamo punto e a capo. Lo stato d'agitazione degli operatori è ricominiciato questa mattina, dopo qualche mese di stop, davanti ai portoni della prefettura di Lecce. Non è tanto il piccolo ritardo accumulato dalle nuove ditte nell'erogazione delle spettanze a preoccuparli. Sourceland ha infatti pagato con puntualità lo stipendio di febbraio, Leader Service ha provveduto con una decina di giorni di ritardo e i dipendenti della cooperativa Pdp hanno ricevuto, per il momento, la metà dei soldi.

Il cuore della protesta è nell'allarme per il mancato rispetto degli accordi di dicembre. "Il passaggio nelle nuove ditte aveva come presupposto il fatto che queste ultime avessero una solidità finanziaria, tale da tamponare la situazione almeno fino alla fine di giugno", spiega il sindacalista Fsi, Dario Cagnazzo. Data in cui verrà bandita la gara Consip, dal Miur, per l'aggiudicazione del nuovo appalto.

Gli stessi dipendenti sono in attesa di ricevere l'erogazione dell'intero trattamento di fine rapporto dalla Intini scource, più una mensilità di arretrati. "L'azienda uscente aveva assicurato il rimborso totale degli ammanchi secondo un calendario preciso, ma ad oggi ha versato solo una tranche del Tfr frammentato in dieci rate", aggiunge Cagnazzo.

L'annosa questione dei ritardi si è riproposta, a detta dal sindacalista, perché il Consorzio Miles non avrebbe erogato quanto dovuto alle tre aziende. Il Miur, al contrario, verserebbe con puntualità quei 2 mila e 700 euro pro capite, di cui 800 destinati allo stipendio di ciascun lavoratore.

Il referente Fsi rimane convinto che il circolo vizioso si possa e si debba interrompere riducendo gli anelli della catena d'appalto: "Parliamo di una pubblica amministrazione e la legge stessa stabilisce la possibilità di un pagamento diretto dal Miur alle scuole. Senza ulteriori intermediazioni". Le presunte responsabilità di Miles su questi intoppi potrebbero divenire oggetto di un esposto in Procura che il sindacalista sta preparando e che presenterà nei prossimi giorni.

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