Qualità della vita secondo ItaliaOggi: la provincia di Lecce perde cinque posizioni

Il Salento passa dall'81esima all'86esima posizione nella graduatoria che colloca in cima quella di Pordenone. La maglia nera tocca a Foggia. A incidere salute, sicurezza, ambiente e ricchezza dei cittadini

Panoramica di Lecce.

LECCE – La provincia di Lecce perde quota nella classifica “Qualità della vita” passando dall'81esima posizione nel 2019 all'86esima attuale. In vetta alla graduatoria quest'anno c'è quella di Pordenone, che ha preso il posto di Trento, mentre la maglia nera spetta a un'altra provincia pugliese, quella di Foggia.

La classifica è stilata da ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni, ed è giunta alla ventiduesima edizione. A pesare sul bilancio complessivo sono i diversi punteggi assegnati ai capoluoghi sulla base di numerosi parametri. Si parte dalla macroarea “affari e lavoro” che vede la provincia di Lecce all'88esimo posto: anche in questo caso perde una posizione.

Guardando più nel dettaglio, rimane invariata la 90esima posizione per tasso di occupazione; la provincia è al 77esimo posto per quanto riguarda l'importo medio dei protesti per abitante; al 40esimo posto per numero di start-up e imprese innovative; al 92 posto per tasso di disoccupazione (era il 91esimo nel 2019); all'82esimo posto per numero di imprese registare e all'84esimo per numero di attività cessate.

Crollo sulle politiche ambientali

A influire sulla qualità della vita vi sono, naturalmente, anche le politiche ambientali. Nella specifica classifica “Ambiente” la provincia di Lecce perde parecchio, passando dalla 44esima posizione del 2019 alla 61esima del 2020. Guardando nel dettaglio, è al 51esimo posto per il superamento del limite orario previsto per il biossido di azoto, al 40esimo posto per il Pm 2,5  ma si colloca in ottima posizione (la numero 10) per quanto riguarda il superamento dei limiti di Pm10.

Tra i parametri di questa seconda macroarea vi sono anche i consumi idrici (36esimo posto), la raccolta dei rifiuti urbani (49esimo posto); il numero dei veicoli circolanti (16esimo posto) e il consumo annuo di energia elettrica (13 esimo posto).

La provincia di Lecce è al 54 esimo posto per l'estensione dei pannelli fotovoltaici sugli edifici pubblici, al 53esimo posto per la densità di piste ciclabili, al 34esimo per la disponibilità di aree pedonali; al 94 esimo posto per disponibilità di verde urbano e per la densità del verde urbano. E ancora: raggiunge l'89esima posizione per il numero di autoveicoli elettrici e ibridi; la 74 esima posizione per l'offerta di trasporto pubblico e la 45esima posizione per la raccolta differenziata di rifiuti solidi urbani.

Sicurezza, classifica quasi invariata

La provincia di Lecce perde una posizione, passando dal numero 43 al 44, nella classifica “reati e sicurezza”. Lecce è al 25esimo posto in Italia per i reati contro la persona; al 68esimo posto per i reati contro il patrimonio; al 74esimo posto per gli omicidi volontari; al settimo posto per gli omicidi colposi e preterintenzionali; al 51esimo posto per i suici; al 22esimo per le lesioni personali e le percosse; al 27esimo per le violenze sessuali; al 60esimo per i sequestri di persona.

La classifica contempla anche tutti gli altri tipi di reati e quindi, nel dettaglio: la provincia è al 56esimo posto per traffico di stupefacenti; al 28esimo per sfruttamento della prostituzione; al 21esimo per scippi e borseggi; al 93esimo per furti d'auto; al 63esimo per i furti in appartamento; al 77esimo per le estorsioni; al 94 esimo per le rapine in banca e negli uffici postali e al 59esimo per le altre rapine.

Per quanto riguarda la classifica relativa alla sicurezza sociale, la provincia appare migliorata, passando dalla 78esima alla 61esima posizione; raggiunge la 30esima posizione per il numero di infortuni sul lavoro; la 59esima per i morti sul lavoro; la 90esima per morti e feriti sul posto di lavoro; la 19esima per suicidi.

E ancora: raggiunge l'86esima posizione per tasso di disoccupazione giovanile; la 59esima per numero di morti per tumore; la 19esima per tasso di suicidi; la 20esima per reati a sfondo sessuale. Un discorso a parte merita l'indice per incidenza del Covid-19: il questo caso la provincia raggiunge il 2° posto in Italia.

L'altra macroarea presa in considerazione è quella dell'istruzione e della formazione: perde una posizione, passando dal 79esimo all'80esimo posto. Il capoluogo è al 91esimo posto per numero di persone in possesso del diploma di istruzione secondaria e al 105 posto per numero di persone laureate. Per quanto riguarda la classifica "popolazione", la provincia è al 39esimo posto; all'81esimo per densità demografica; al 18esimo per numero di emigrati; all'86esimo per  numero di immigrati; al 26 per numero medio di componenti famigliari.

Salute, su di qualche posizione

A pesare sul punteggio complessivo della qualità della vita vi è l'efficienza del sistema salute in cui la provincia guadagna 3 posizioni, passando dal numero 32 al 29. La provincia è al 28esimo posto per numero dei posti letto in ostetricia e ginecologia; al 15esimo per posti in cardiologia, cardiochirurgia e unità coronariche; al 57esimo posto per le terapie intensive.

Per quanto riguarda la macroarea “tempo libero e turismo” la provincia è all'86esimo posto. Guardando nel dettaglio, raggiunge la 97esima posizione per numero di imprese dedicate al turismo, la 72esima per quelle relative al tempo libero, la 61esima per gli agriturismi e la 54esima per numero di alberghi, la 103esima per bar e caffetterie, la 74esima per il numero delle palestre, la 94esima per il numero di associazioni ricreative, artistiche e culturali.

Altro parametro è quello del “reddito e della ricchezza” che vede la provincia passare dall'88esima alla 103esima posizione. La provincia è all'89esimo posto per reddito medio procapite; al 103esimo posto per retribuzione media annua; alla 94esima per importo medio annuo delle pensioni e, infine, al 97esimo posto per il numero di percettori di pensioni di basso importo.
 

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