Sabato, 24 Luglio 2021
Economia

Qualità della vita, Salento sempre più giù. Ma tanto c'è il sole...

Condizioni meteo favorevoli a parte, è tutto uno scorrere di posizioni verso il basso della classifica. Il benessere dei salentini visto attraverso l'inchiesta annuale tra le 107 province italiane pubblicata oggi dal Sole 24 Ore

Una veduta di Piazza Sant'Oronzo dalla Banca d'Italia.

LECCE – Clima a parte il resto è tutto uno scorrere di posizioni verso la parte bassa della classifica annuale sulla qualità della vita nelle 107 province italiane, pubblicata oggi dal Sole 24 Ore. La differenza tra il mese più caldo e più freddo (2011/2012/) infila la provincia salentina al 21° posto. Ma gli encomi per questo ragguardevole risultato non possono andare a nessuno. Altri posizionamenti positivi? L’indice di copertura della banda larga (2011), in altre parole la connessione veloce alla Rete: Lecce (quando scriveremo Lecce si intenderà sempre il capoluogo salentino con la sua provincia, ndr) si attesta alla 28ma posizione (sempre su 107 province italiane). E poi, un altro dato, l’ultimo dei positivi, che piazza Lecce nella parte medio alta della classifica, numero 10, è l’investimento in formazione ogni mille giovani tra 35 e 30 anni. Per il resto, l’indice sulla vivibilità del territorio leccese, vale a dire l’insieme di tutti quei parametri riassunti in macro categorie come Tenore di vita, Affari e lavoro, Servizi ambiente e salute, Popolazione, Ordine pubblico e Tempo libero, scivola drasticamente tra le posizioni arretrate. In definitiva Lecce, nella graduatoria generale, è al 91mo posto per qualità della vita, perdendo, rispetto allo scorso anno, ben sei posizioni.

Occupazione. Clima, banda larga e formazione. Se si esclude il primo, con banda larga e formazione che spingono verso l'alto, per quanto ormai indispensabili nel mondo del lavoro, gli altri settori deprimono. A proposito di lavoro, per toglierci subito questo macigno dalla scarpa, che influisce non poco sulla qualità della vita, relega Lecce col suo tasso di disoccupazione alla posizione 101. Lavoro che da queste parti è inteso prevalentemente come dipendere da qualcuno, poco, pochissimo come “Spirito di iniziativa” imprenditoriale: le imprese registrate ogni 100 abitanti (dato settembre 2012), piazza Lecce all’87mo posto. “Propensione ad investire” (89), mentre per gli “Imprenditori under 30” il dato parla di 67ma posizione.

Ecologia. Qualità della vita come “Pagella ecologica” (l’indice è di Legambiente Ecosistema urbano, 2012): Lecce è al 73mo, non proprio il massimo per un territorio che dovrebbe fare del clima e delle sue bellezze naturali il salotto d’Italia. Sanità posizione numero 51 (c’è chi sta molto peggio). E le strutture per i più piccoli? Per asili comunali 90ma posizione nella graduatoria. Da quelle parti anche la velocità della giustizia (79).

Immigrazione. Salento terra di frontiera, certo. Ed infatti per quanto riguarda gli immigrati regolari Lecce è in fondo alla classifica pubblicata dal giornale economico: è la 94ma provincia in Italia. Fate un po’ voi. Quel che fa dormire sonni tranquilli all’ultima provincia dell’impero è la graduatoria sulle “Coppie in crisi”, divorzi e separazioni ogni 10mila famiglie. Fortemente matrimonializzati,  i salentini si attestano al 26mo posto, ben lontani da Cagliari, per esempio, dove per le crisi coniugali quella provincia è fanalino di coda.

Ordine pubblico. Lecce pagina nera per l’ordine pubblico. Anche se, va detto, quelle maggiormente a rischio, giù nella classifica, sono le aree metropolitane (vedi Milano, Roma, Napoli, Genova, Torino). E così, se per quanto riguarda scippi, rapine e borseggi Lecce appare una sorta di isola felice, ritagliandosi la posizione numero 8 (Genova è al 107mo posto), per i furti in casa le cose stanno diversamente: la provincia salentina si attesta alla 69ma posizione e scende ancor più quando si parla di furti d’auto (85), estorsioni (79), truffe e frodi (57). Dati che confermano il trend negativo sui delitti totali, con Lecce che si piazza all’88ma posizione. 

E per concludere lo spaccato che viene fuori dall’inchiesta del Sole 24 Ore, il tempo libero. Si tratta di un indicatore sociale molto importante, perché traccia in qualche modo il profilo del salentino. Librerie ogni 100mila abitanti. Lecce è al 36mo posto insieme con Catania. Proposta di spettacoli? Scadente: 73ma posizione. Creativi i salentini lo sono abbastanza, con la provincia alla posizione numero 35. Ristorazione: per essere tra le mete turistiche più ambite ci si sarebbe aspettato qualcosa di più del 69mo posto, così come “L’appeal turistico”, posizione nella graduatoria numero 40. E per ultimo, l’indice di sportività. Poco moto, tutto sommato, con Lecce all’83mo posto. Anche perché si sa, troppo movimento contrasta con le sieste pomeridiane.

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