Economia

Maggio, nuovo boom della cassa integrazione nel Salento. La crisi non passa

Le ore utilizzate dalle imprese salentine, nel 2015, hanno già sforato la soglia delle 2 mila. Giannetto, Uil: "Lo sblocco e l'implementazione delle risorse della deroga resta la principale richiesta che facciamo al governo. Necessario creare nuova occupazione"

Una delle numerose proteste (Foto di repertorio)

LECCE - Nuovo balzo in avanti della cassa integrazione nel mese di maggio. Nei primi cinque mesi del 2015, infatti, sono state autorizzate oltre 2 milioni di ore. L’aumento del 125,3 per cento rispetto al mese di aprile indica un fabbisogno crescente di questo strumento da parte delle imprese della provincia di Lecce. A rilevarlo è il IV rapporto mensile sulla cig elaborato dalla Uil, servizio politiche del lavoro su dati Inps.

Nel dettaglio sono 424 mila 743 le ore complessivamente autorizzate alle aziende salentine nel mese di maggio, contro le 188 mila 563 del mese precedente. Crescono, in particolare, la cig ordinaria ( più 74,6 per cento, da 172 mila 139 a 300 mila 520 ore) e la cig straordinaria (più 887,2 per cento, da 12 mila 584 a 124 mila 223), mentre cala drasticamente la cig in deroga ( meno 100%, da 3 mila 840 a 0 ore).

 “Il dato che emerge dalle richieste di ore di cassa integrazione – commenta il segretario generale della Uil di Lecce, Salvatore Giannetto - indica che il fabbisogno delle imprese di questo strumento cresce tra aprile e maggio di quest’anno, al netto della continua diminuzione della cassa in deroga dovuta dall’ormai strutturale fermo amministrativo  degli stanziamenti del governo. Continua a crescere, in maniera allarmante, la cassa straordinaria e nuove imprese sembrano affacciarsi al panorama della crisi come evidenzia l’aumento delle ore richieste di cassa integrazione ordinaria”.

“La crisi e la sofferenza delle aziende a livello provinciale è evidente e l’aumento del ricorso alla cassa integrazione è il termometro di questo disagio – aggiunge - . Questo strumento continua anche a essere l’unico baluardo per la tenuta di precari equilibri sociali. Da questo punto di vista, il fermo amministrativo della cassa in deroga è davvero preoccupante. Lo stato di crisi continua e la ripresa resta di là da venire. Se invece di deregolamentare il lavoro che c’è, il governo si preoccupasse di creare nuovo lavoro, facendo investimenti e accrescendo il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati, si farebbe davvero cambiare verso all’economia”.

“Un allarme – continua Giannetto - viene anche dalla crescita delle domande di disoccupazione (aspi) di aprile che, a livello nazionale, aumentano in un mese di quasi 10 mila unità con il possibile travaso verso l’inoccupazione di lavoratori di imprese che non possono più utilizzare la cassa in deroga. Evidentemente, il precario aumento del Pil non si riflette positivamente  ancora sul sistema produttivo anche per la ormai  cronica mancanza di politiche per la crescita. Lo sblocco e l’implementazione delle risorse della deroga per il 2015 resta la principale richiesta che facciamo al governo”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Maggio, nuovo boom della cassa integrazione nel Salento. La crisi non passa

LeccePrima è in caricamento