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Cassa integrazione in calo a ottobre. Uil: “Imprese sono ormai prive di risorse”

Le ore autorizzate ad ottobre sono in calo del 53,8 per cento sul mese precedente ma in aumento rispetto al 2013. Giannetto, Uil: "Anche il drastico calo degli interventi straordinari ed in deroga non è un sintomo positivo per la ripresa economica"

LECCE – Bollettino nero, sempre più nero, quello delle ore di cassa integrazione autorizzate alle aziende salentine che, nell’ultimo mese, ammontano ad oltre 516 mila. Secondo il X Rapporto elaborato dal sindacato Uil su dati Inps, infatti, le ore di ottobre sono in calo del 53,8 per cento sul mese precedente (1 milione e 118mila) e in aumento del 7,2 per cento su ottobre 2013 (482 mila e 51). Lo rileva il X Rapporto della Uil di Lecce su dati Inps.

Nel dettaglio, gli strumenti ordinari sono aumentati del 37 per cento, passando dalle 208 mila ore autorizzate a settembre scorso alle 286 mila di ottobre (+10,3 percento su ottobre 2013). Drastico, invece, è il calo registrato per cig straordinaria e in deroga: la prima, passa da 845 mila ore autorizzate  nel mese di settembre alle 211 mila ore di ottobre (-75%); la seconda, da 64 mila a 19 mila (-70,2).

 “La situazione del mercato del lavoro nel Salento e in Puglia – commenta il segretario generale della Uil di Lecce Salvatore Giannetto - continua a vivere un momento di grande incertezza, nonostante da più parti si tenda a sminuire gli effetti della crisi economica. I numeri parlano da soli: in tutta la Puglia, i lavoratori in cassa integrazione registrati nel mese di ottobre, risultano essere addirittura 23 mila e 283. Anche il calo di richieste di interventi straordinari e in deroga, registrato nella nostra provincia, non è affatto positivo, piuttosto è la dimostrazione che le nostre aziende hanno esaurito le risorse, pur in presenza di un bisogno reale e crescente più volte dichiarato. Gli interventi in deroga, va ricordato, risentono dei fermi amministrativi per carenza di stanziamenti”.

“In questa fase – prosegue – vanno invece mantenuti, con gli stessi criteri di sempre, gli ammortizzatori sociali esistenti e destinate congrue risorse alla cassa in deroga. Politiche diverse, al momento, produrrebbero incertezze e blocchi del sistema di sostegno al reddito, con danni per le imprese e gli oltre 1,5 milioni di lavoratori italiani protetti da questo strumento. Purtroppo, invece, la protezione per il lavoro a rischio si sta riducendo (minore copertura per la cassa e mobilità in deroga, già celermente ed irresponsabilmente attuata dal governo) o, peggio, si ridurrà se non si modificano gli intendimenti del governo, descritti nel Jobs Act,  e senza una ancora adeguata copertura finanziaria per gli ammortizzatori sociali per il 2015. È sbagliato e forse irresponsabile, nel pieno della tempesta che si sta abbattendo sull’occupazione, pensare di ridurre temporalmente ed economicamente lo strumento che fa da argine alla disoccupazione. Il Parlamento farebbe bene a ripensare a questa scelta. Le riforme funzionano se sono socialmente sostenibili, se migliorano le condizioni di vita di milioni di persone e se sono utili al sistema produttivo”.

Ecco perché la Uil di Lecce chiede un intervento immediato a livello nazionale. “Già oggi – ricorda Salvatore Giannetto - la gran parte delle nostre famiglie non riesce a raggiungere economicamente la quarta settimana e, se le istituzioni non intervengono immediatamente, sbloccando cantieri e quindi posti di lavoro, si rischia che la bomba sociale, già innescata, esploda entro brevissimo termine”. 

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