A Vitigliano referendum popolare sulla privatizzazione della società termale

Si terrà domani in Piazza IV Novembre, nella frazione di Santa Cesarea, il "Terme Day", esperimento di democrazia partecipata, promosso dall'associazione culturale TagLab: si vota dalle 8 alle 20. Intanto Cpi contro la vendita

Vitigliano (SANTA CESAREA TERME) - Si terrà domani a Vitigliano, frazione di Santa Cesarea, il “Terme Day”, un esperimento di democrazia partecipata promosso dall’associazione culturale TagLab: in Piazza IV Novembre si terrà, infatti, un referendum popolare che darà voce a tutti i cittadini in merito al tema della privatizzazione della società termale.

Seggi aperti dalle 10 alle 22. Per votare occorre avere 18 anni, essere cittadino di Santa Cesarea e portare un documento di identità che accerti la residenza. Oltre ad esprimere una preferenza in merito alla privatizzazione o alla pubblicità della società Terme, sarà possibile, microfono in mano, esporre i diversi punti di vista o chiarire la propria intenzione di voto. In tal senso, potranno esprimere il proprio parere anche cittadini degli altri Comuni salentini, interessati alle sorti della società termale.

E intanto la discussione non si ferma. Sulla questione interviene anche CasaPound Italia, attraverso il referente locale, Francesco Tondo, che, in una nota, chiarisce: “Solo due anni fa Santa Cesarea Terme si è vista depredata di uno dei suoi gioielli: la casa di Carmelo Bene. L’abitazione del 'maestro' è stata svenduta dopo un indecoroso gioco al ribasso, per essere trasformata in alloggio di lusso per vacanzieri. Nel vuoto sono caduti gli appelli alle istituzioni della sorella del Maria Luisa Bene (deceduta mesi fa nel silenzio delle istituzioni) e le azioni di Cpi a suo sostegno, affinché la casa non fosse venduta a privati ma trasformata in un museo”.

“L’inerzia degli enti – continua - si sta ripetendo per le Terme di Santa Cesarea. Comune e Regione sono pronti a svendere ai privati la società proprietaria delle terme, della quale sono azionisti di maggioranza, dismettendo le proprie azioni in ossequio alle legge di stabilità varata dal governo Monti, rinunciando così al patrimonio naturale, architettonico e storico della struttura”.

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“Le terme devono rimanere patrimonio pubblico - conclude - pertanto il comune di Santa Cesarea deve essere azionista di maggioranza della società proprietaria delle stesse, ponendo in essere una gestione efficiente capace di dare nuovo lustro a uno dei fiori all’occhiello del nostro territorio. Carmelo Bene profeticamente disse ‘Io sono già dimenticato’, così è stato anche per la sua casa, ma evitiamo sia così anche per le terme”.

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