Lupiae Servizi, i conti migliorano ma non c’è denaro in cassa per coprire i debiti

In consiglio comunale la relazione della presidente Tatiana Turi sull'andamento semestrale della società partecipata. Il bilancio intermedio è in pareggio ma non si riescono a vendere due lotti. Solo di Iva 2013 bisogna versare un milione di euro

A destra la presidente di Lupiae Servizi, Tatiana Turi.

LECCE – La buona notizia è che Lupiae Servizi viaggia verso il pareggio di bilancio, quella meno buona è che senza un’immissione di liquidità in cassa non ci può essere che una navigazione quasi a vista.

La presidente della società interamente partecipata dal Comune di Lecce, Tatiana Turi, ha comunicato questa mattina la relazione semestrale sull’andamento dei conti mettendo in evidenza come gli obiettivi del piano industriale 2014-2016  approvato nella scorsa primavera – equilibrio economico e finanziario, mantenimento dei livelli occupazionali, riqualificazione professionale e riorganizzazione delle funzioni aziendali – siano stati centrati tanto da confermare le previsioni di tenuta anche per il prossimo biennio nonostante l’amministrazione comunale abbia fatto sapere di non poter procedere, per il solo anno in corso, al pur previsto adeguamento dei corrispettivi del 5,4 per cento per i servizi affidati alla Lupiae.  

Il conferimento di nuovi affidamenti come l’attuazione del progetto “Verde sicuro”, la manutenzione straordinaria del verde presso il cimitero, consentirebbe infatti di mantenere i conti in ordine. Carlo Salvemini, esponente di Lecce Bene Comune, ha dato atto alla presidente degli sforzi fatti anche in direzione di una maggiore trasparenza nella gestione della società, ma ha ribadito come siano cambiate troppe premesse del piano industriale rispetto al momento della sua presentazione. Una fra tutte, la ricapitalizzazione al minimo di 50mila euro, prevista per legge, a fronte dei 645mila originari.

Insomma il problema nodale resta quello della liquidità. L’amministrazione ha puntato tutto sulla vendita di tue terreni che aveva conferito nel patrimonio sociale a copertura di debiti maturati nella gestione precedente, ma le due aste indette sono andate deserte. Il rischio è serio, come attesta la stessa relazione: per il solo 2013 il debito Iva è di poco superiore al milione di euro e senza un risanamento entro la fine dell’anno si può incorrere nel reato di omesso versamento. E allora, ha proposto Antonio Torricelli, dai banchi del Pd si tratta di rideterminare il valore originariamente fissato in poco più di 4 milioni di euro per rendere quei lotti più appetibili sul mercato.

Dal punto di vista del contenimento dei costi, d’altra parte, la cinghia pare tirata al massimo. Soprattutto dal punto di vista dei lavoratori (costituiscono il 90 per cento dei costi aziendali) che dal gennaio scorso sono passati tutti al part – time. Dai banchi della maggioranza Antonio Lamosa ha spiegato come l’indirizzo dell’amministrazione sia quello di affidare a Lupiae Servizi tutte le attività a gestione comunale, mentre Bernardo Monticelli ha auspicato che nella strada del consolidamento ci sia spazio anche per un ritorno dei dipendenti al full time.

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