Mercoledì, 4 Agosto 2021
Economia

Crescono le imprese ‘rosa’ nel Salento. Le donne preferiscono il Commercio

Il report della Camera di commercio, relativo al secondo trimestre 2014, traccia un bilancio positivo. Il tasso di sviluppo delle aziende leccesi è secondo solo a Foggia. Interessante anche lo sviluppo nel settore dei servizi di alloggio e ristorazione, legati al turismo

Foto di repertorio

LECCE - Un segnale di speranza per la ripresa economica del territorio salentino arriva, inaspettatamente, dalle imprese femminili. Le aziende “rosa” che si sono iscritte nel registro dell’anagrafe della Camera di commercio di Lecce sono , infatti, 426: considerate le cancellazioni, il saldo (comunque positivo) ammonta a 162 nuove imprese.

Il bilancio è relativo al secondo trimestre del 2014 ed è stato tracciato dall’ufficio di statistica dell’ente camerale: in totale sono 15mila e 854 le imprese femminili del Salento che rappresentano il 22 percento del totale delle imprese in provincia di Lecce. Il dato, tuttavia, non è tale da scatenare entusiasmi: nel confronto con il medesimo periodo dell’anno precedente si registra un piccolo calo, pari al 10 percento.

Ciò premesso, è interessante notare come il tasso di sviluppo nel secondo trimestre 2014 risulta essere positivo: +1,03 percento, con un tasso di natalità pari a 2,71 percento e un tasso di mortalità pari a 1,68 percento. Il tasso di sviluppo delle imprese ‘rosa’ leccesi, peraltro, è secondo solo a quello della provincia di Foggia. Per quanto riguarda i settori più interessati dal fenomeno, oltre la metà delle imprese femminili nel Salento appartiene ai settori del commercio, con 5 mila e 404 unità e dell’agricoltura con 2 mila e 544 unità. Non se la cavano male neanche i comparti delle attività legate ai servizi di alloggio e di ristorazione, seguite dai servizi alla persona e dal comparto manifatturiero. I primi due settori hanno registrato un tasso di sviluppo positivo, mentre il settore manifatturiero (come noto) ha presentato un tasso di sviluppo negativo: -1,10 percento.

Analizzando l’incidenza delle imprese femminili sui vari settori economici si osserva che queste pesano per il 43,91 percento nell’ambito dei servizi alle persone, per il 37,64 percento nell’ambito dei servizi sanitari e di assistenza e per oltre il 28 percento nei settori dell’istruzione e dei servizi di alloggio e ristorazione. In settori più tradizionalmente maschili, come l’edilizia e le attività di estrazione da cave, l’incidenza delle imprese rosa è decisamente più bassa.

Con riferimento all’aspetto della natura giuridica, si può osservare che oltre il 70 percento delle imprese femminili è costituito da imprese individuali, seguite dalle società di capitali, mentre le società di persone costituiscono solo il 7,4 percento del totale. A livello comunale, poi, Lecce mantiene il primato del  maggior numero di imprese femminili (2 mila e 692) seguito a ruota da Nardò e Galatina. Il capoluogo è anche quello che, tra i tre, presenta il miglior tasso di sviluppo. La miglior performance, però, in termini di tasso di sviluppo la registrano i piccoli comuni del Sud Salento, in particolare Morciano di Leuca e Patù. La maglia nera del tasso di sviluppo più basso spetta, invece, ai comuni di Zollino e Guagnano.

Se si considera l’incidenza delle imprese rosa sul complesso delle imprese di ciascun comune, i comuni salentini in cui le imprese femminili hanno il peso più rilevante sono quelli a maggiore vocazione turistica della costa adriatica: Otranto, Santa Cesarea Terme e Castro. I comuni, invece, in cui l’incidenza delle imprese femminili è minore sono quelli di Castrì, Surbo e Neviano.

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