Economia

Rinnovo del consiglio della Cciaa: Federaziende ricorre nuovamente al Tar

Chiesto l'accesso agli atti e sul diniego promosso il ricorso

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

RINNOVO DEL CONSIGLIO DELLA CCIAA DI LECCE - LA CAMERA DI COMMERCIO NON CONSENTE L'ACCESSO AGLI ATTI - FEDERAZIENDE RICORRE NUOVAMENTE AL TAR

Federaziende è un'associazione maggiormente rappresentativa nel settore dei "Servizi alle imprese", al "Commercio" e al "Turismo" e partecipa al procedimento per il rinnovo del consiglio camerale della Camera di Commercio di Lecce, indetto con avviso del Presidente dell'ente camerale del 25.07.14. L'istanza di adesione alla predetta procedura veniva formulata mediante la presentazione di tre distinte dichiarazioni di rappresentatività nei suddetti settori dell'associazione. Il procedimento di rinnovo dell'organo consiliare veniva suddiviso in tre fasi (Giusto cronoprogramma, approvato con determina dirigenziale n.414 del 17.07.14); la prima, di verifica dei plichi, la seconda fase, di verifica della classificazione ATECO delle imprese, la terza fase, di controllo a campione sulle dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà. Ricordiamo che FEDERAZIENDE ha già presentato un ricorso al TAR relativamente al rinnovo del Consiglio Camerale, difatti, palesando un ingiustificato e colpevole ritardo nella conclusione del procedimento in data 10/03/2015, FEDERAZIENDE impugnava il silenzio-inadempimento nella conclusione della citata procedura.

Con nota del 30.03.15 n.7627, in riscontro all'istanza della ricorrente del 02.03.15, la Camera di Commercio negava l'accesso agli elenchi delle imprese associate (allegati B) presentati da tutte le Organizzazioni Imprenditoriali, che concorrono al rinnovo del Consiglio della CCIAA di Lecce nei settori Commercio, Turismo e Servizi, "…per i quali l'accesso non può essere concesso sulla base di quanto già rappresentato nella ns. precedente nota prot. n.26347 del 03.10.14…".

L'ente camerale ha negato il diritto della ricorrente alla presa visione e all'estrazione di copia, dei contenuti integrali degli Allegati B, prodotti dalle organizzazioni e associazioni di categoria nel corso della procedura di rinnovo della Camera di Commercio Industria, Artigianato ed Agricoltura di Lecce per il quinquennio 2015 - 2019. La motivazione è fondata schematicamente sulle seguenti ragioni:

  1. sulla verifica "…dell'interesse qualificato prescritto ai fini dell'accesso che non può essere confuso con il generico interesse alla verifica in termini generali del corretto operato dell'amministrazione…";
  2. sulla presenza di "… migliaia di imprese individuali contenute negli elenchi, a maggior ragione, in quanto trattasi, nel caso di specie, di dati sensibili…".

Con riferimento al punto A) citato non pare esservi alcun dubbio sull'interesse della ricorrente ad ottenere la documentazione richiesta difatti in base alla L. n.241/90 i soggetti "interessati" sono tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso". Non v'è dubbio, che Federaziende è titolare di un interesse concreto ed attuale, che deriva dalla citata partecipazione alla procedura, di verificare se i dati dichiarati dai concorrenti corrispondano all'effettiva rappresentatività dei medesimi a livello provinciale, anche allo scopo di difendere i propri interessi nelle sedi amministrative e giurisdizionali competenti. Con ciò si vuole dire che la ricorrente ha interesse ad aver copia dei citati documenti presentati dalle Organizzazioni/Associazioni per esercitare il diritto di difesa, in sede amministrativa, all'interno del procedimento di rinnovo dell'organo camerale, e giurisdizionale, per far valere nel giudizio pendente ovvero nel ricorso da proporre ovvero in altre sedi, le proprie ragioni. La documentazione richiesta riguarda un'attività circoscritta, e, cioè, la verifica della corretta ripartizione tra le associazioni imprenditoriali dei componenti il nuovo consiglio camerale di Lecce per il quinquennio 2015 - 2019.

Con riferimento al punto B), la disciplina sull'inaccessibilità dei documenti contenenti dati sensibili è inapplicabile al caso di specie.

Ed invero il d. Lgs. n. 196, definisce "dati sensibili" solamente quelli legati a una persona fisica, e non quelli riferiti a enti od associazioni ovvero a persone giuridiche, tra queste ultime andrebbero incluse anche le imprese individuali.

Ed invero il D. Lgs n.196/03 espressamente rinvia per l'esercizio del diritto di accesso di atti contenenti dati personali, da utilizzare per la tutela giurisdizionale, alla L.n.241/90 che dispone che deve comunque essere garantito ai richiedenti l'accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici, mentre, nel caso di documenti contenenti dati sensibili e giudiziari, l'accesso è consentito nei limiti in cui sia strettamente indispensabile.

Ora, non pare esservi alcun dubbio che, in specie, senza la conoscenza delle dichiarazioni sub allegato B non sarebbe possibile a Federaziende dimostrare in sede amministrativa e giudiziaria - e già il relativo ricorso giurisdizionale è pendente, come si è detto - l'esistenza o l'inesistenza di iscrizioni multiple attraverso il confronto con i nominativi di altre associazioni; così come comprendere le ragioni per le quali i dati forniti dalle associazioni per la procedura di rinnovo siano stati trasmessi alla Regione Puglia non in via definitiva e senza validazione. Ed infine, esercitare uno specifico controllo se e in che misura la prossima ripartizione dei componenti del consiglio camerale si basa su una errata valutazione della rappresentatività delle organizzazioni di categoria, determinata da vizi dell'istruttoria o da dichiarazioni mendaci.

Per tali motivi, Federaziende, sede Provinciale di Lecce, Confederazione delle Piccole e Medie Imprese dei lavoratori Autonomi e dei Pensionati, in persona del presidente pro tempore, dott. Eleno Mazzotta, ha chiesto l'accesso agli atti e sul diniego promosso il ricorso al TAR assistito dall'Avv. LUCA VERGINE di Lecce.

''In relazione al procedimento amministrativo di rinnovo del Consiglio della Camera di Commercio di Lecce prendiamo atto che: all'inizio dello stesso abbiamo chiesto che l'apertura dei plichi avvenisse pubblicamente. Richiesta non accolta in quanto non prevista dalla legge, ma che sarebbe stata certamente un atto di trasparenza. Ed anche l'estrazione delle aziende da verificare a campione non è stata fatta in presenza delle Organizzazioni che partecipano al rinnovo del Consiglio. Ci viene negato l'accesso agli atti; a FEDIMPRESE, Organizzazione con noi apparentata, non viene dato riscontro sulla richiesta di verifica su 271 imprese escluse in fase di controlli preliminari; il termine perentorio di conclusione del procedimento (140 gg) è ormai decorso e pur tuttavia non vengono chieste le nomine dei consiglieri camerali alle Associazioni Datoriali; inoltre, dai processi verbali delle verifiche eseguite n. 8 e 10 a FEDERAZIENDE risulta, nella consegna documentale, essere sempre stato attribuito il protocollo cronologicamente più basso rispetto ai competitor.'' Sono le parole espresse dal Presidente Nazionale FEDERAZIENDE Dott. Eleno Mazzotta.

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