Crolla l'industria dolciaria. Dipendenti "Maglio" ad un passo dal licenziamento

La storica pasticceria di Maglie annuncia le procedure di mobilità per 11 persone. Incontro in Provincia: la Cgil si oppone ai tagli e punta alla cassa integrazione in deroga: "La crisi è congiunturale, l'azienda può riprendersi"

@TM News/Infophoto

LECCE - L'industria dolciaria, persino quella, ora rischia di segnare il passo per effetto della crisi economica. Un inquietante segnale della battuta d'arresto che potrebbe travolgere anche questo comparto viene dalla pasticceria "Maglio", un'azienda di famiglia radicata nel Salento – precisamente a Maglie ma con un punto vendita anche nel cuore di Lecce – che ha fatto del cioccolato un'arte, "coltivata con passione e spirito imprenditoriale". Ma che la scure della crisi non ha risparmiato: i vertici del gruppo, a fronte di una riduzione del fatturato e di un calo delle richieste, hanno scelto di seguire la strada del ridimensionamento degli organici interni. La forza lavoro, tra pasticceri, addetti al magazzino, impiegati e commessi ammonta a 25 unità. Per 11 di loro il licenziamento sembra alle porte.

L'incontro con il sindacato Flai Cgil ed il funzionario provinciale Carlo Frisullo, tenuto questa mattina presso Palazzo dei Celestini, ha sortito pochi effetti sull'intenzione dell'azienda di attivare le procedure di mobilità già a fine gennaio 2013. A seconda dell'anzianità maturata da ciascun dipendente, rimarebbero un paio di settimane, 4 al massimo, prima di tornare a casa dopo anni di onorato servizio. Per il momento sono tutti al lavoro grazie al diritto di preavviso di licenziamento, mentre molti si affrettano a smaltire le ferie arretrate.

E la proposta del sindacato Cgil (che si è messo di traverso all'ipotesi di licenziamento) di attivare cassa integrazione in deroga regionale, rimane sul piatto e tiene in vita la speranza che il gruppo Maglio possa tornare sui propri passi. Del resto, la condizione economica degli interessati, nel caso di licenziamento, non è delle più facili: il contratto che fa capo al settore dell'artigianato non prevede l'indennità legata alle procedure di mobilità. Nè si può far richiesta di accesso ad ammortizzatori sociali di tipo ordinario. Senza dimenticare come la copertura economica della cassa in deroga non è affatto scontata per l'anno a venire: allo stato attuale, i fondi ministeriali e pugliesi bastare soltanto fino al giugno 2013.

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Una crisi strutturale, legata al calo delle richieste ed alla riduzione del fatturato, sarebbe il fattore scatenante dei licenziamenti. Ma Flai Cgil non esclude che per il gruppo Maglio ci possano essere tempi migliori: "Dal nostro punto di vista, la crisi è solo congiunturale, legata alla scarsa tenuta del mercato prima estero e poi italiano, in perfetta concomitanza con la crisi economica internazionale", spiega il sindacalista Antonio Gagliardi. La tregua concessa dagli ammortizzatori sociali potrebbe essere la soluzione dare nuovo ossigeno all'attività in pochi mesi. Questo è l'auspicio dei lavoratori, ma sul nodo licenziamenti la parola finale spetta all'azienda.

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