Economia

Roberto Fatano si candida alla guida di Confindustria: “Serve uno spirito nuovo”

Oggi la comunicazione ufficiale data alla stampa. "E' necessario cambiare mentalità e non cedere alle beghe di cortile ed ai litigi di natura privata". Fatano sfata l'ipotesi del commissariamento e sollecita i colleghi al versamento delle quote associative

LECCE – Per rinnovare l’intera comunità leccese degli industriali è necessario “cambiare la mentalità”. Ovvero infondere uno spirito nuovo, senza rovesciare (necessariamente) le poltrone e soprattutto senza cedere ai singoli interessi, alle ripicche private ed alle beghe di cortile. E’ questa la sostanza della candidatura alla presidenza di Confindustria Lecce che oggi, in un incontro privato con la stampa, Roberto Fatano ha voluto ufficializzare. Il nome di Fatano, negli ultimi giorni, era già stato speso da diversi colleghi associati che lo immaginavano alla successione dell’ex Leone de Castris. “Solo voci”, ha voluto precisare l’interessato che poi ha concentrato il discorso sulle idee per un salutare rinnovamento del vertice.

Umiltà, ascolto, strutture verticistiche che lasciano il posto ad una solidarietà trasversale ed orizzontale: questi concetti chiave di una proposta espressa “non in forma di contestazione” ma in chiave “evolutiva”. E questo perché “Confindustria non è un golf club ma un marchio che rappresenta le logiche industriali ed il suo presidente deve essere in grado di applicare le regole del mercato”, ha spiegato Fatano.

Quella di oggi è apparsa come una risposta in differita alle ultime dichiarazioni rilasciate, a metà settembre, dal presidente uscente, de Castris, che aveva richiamato tutti alle proprie responsabilità, auspicando che le sue dimissioni potessero ridare “slancio alla base associativa, stimolando la collaborazione e l’impegno di tutti e portando nel più breve tempo possibile al rinnovo dei vertici”

D'altro canto, su l’ultima presidenza sono piovute numerose contestazioni, culminate nelle dimissioni di una quindicina tra consiglieri e presidenti di sezione: segno di una disaffezione che non si può ignorare, ma neppure sopravvalutare” secondo il candidato Fatano.

Il distacco della base dai vertici è divenuto ormai sistemico e tocca tutte le organizzazioni del vivere sociale: le associazioni di categoria sono, notoriamente, le prime a farne le spese – ha commentato -. Quando Fiat è uscita, portandosi via ben 150 milioni di contributi, Confindustria ha accusato il colpo, ma le stesse dinamiche si stanno presentando ormai dappertutto, all’interno di Confcommercio per esempio ma anche altrove”.

La ricetta per sconfiggere il problema e ridare ossigeno e fiducia al sistema è così spiegata: “Il nostro compito è quello di risvegliare il desiderio d’appartenenza, intercettando i bisogni dei singoli, aumentando la capacità di ascolto e prendendosi cura di ogni singola esigenza”.

Fatano ha approfittato dell’occasione per fugare molte delle voci infondate e dei presunti equivoci degli ultimi giorni. Smentendo innanzitutto l’ipotesi del commissariamento: “Si tratterebbe di una mera forzatura perché, all’interno dello Statuto, non vi è alcuna norma che lo preveda. In caso di malversazioni e atti penalmente rilevanti, il codice civile prevede l’intervento di un commissario: ma questo non è il caso dell’associazione leccese”. Tutte le procedure in atto sono in regola e anche il vice presidente vicario ha piena facoltà di proseguire fino al termine ultimo.

“Invocare il commissariamento per ottenere l’unanimità è un atto pretestuoso – ha aggiunto il candidato – perché mai nella storia di Confindustria si è ottenuta l’unanimità. Io stesso sono iscritto all’associazione dal 1983 ed ho vissuto tutte le presidente degli ultimi trent’anni. E’ bene ricordare che de Castris fu eletto con il 5 percento del voto e visto che anche in quella circostanza di fu una scarsa affluenza, si decise di soprassedere dato che la giunta avrebbe dovuto poi votare dando legittimità”.

Anche le dichiarate ipotesi di scarsa affluenza sarebbero “pretestuose” perché le prime consultazioni si sono tenute a fine luglio, “periodo notoriamente feriale” e la stessa struttura, diversamente da quanto non abbia fatto in passato, non ha sollecitato la partecipazione degli associati. Di contro le consultazioni del 15 settembre sarebbero state, invece, dense e partecipate ed altrettanto copiose risulterebbero le prenotazioni del 22 e 29 settembre.

Fatano ha infine sollecitato gli associati morosi al versamento delle proprie quote perché, senza quei pagamenti, non è consentito andare dai saggi per votare. “Gli stati di morosità sono compositi e tra questi vi sono associati che non pagano da tre anni e cifre che sfiorano i 50mila euro nel caso di aziende importanti”.  

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