Con i saldi arriva il vademecum per i consumatori. Ma commercianti lamentano irregolarità e strade vuote

Conto alla rovescia per i maxi sconti di fine stagione. Per il Codacons nazionale, anche a Lecce i saldi sarebbero in realtà partiti precocemente in un negozio su tre. Intanto, diversi commercianti del centro puntano il dito contro l’atteggiamento di alcuni colleghi, responsabili di aver pubblicizzato le promozioni sulle vetrine prima della data prevista. “Ogni anno veniamo accusati di raggiri, siamo stanchi”, denunciano. Intanto, arriva il decalogo destinato ai clienti

Il centro di Lecce, questa mattina.

LECCE - Ora si confida in un miglioramento delle condizioni meteo: alla vigilia dei supersconti, nel cuore della città, lo shopping sembra un irraggiungibile miraggio più del sole stesso. Strade deserte e saracinesche abbassate per il riposo del lunedì mattina. Conto alla rovescia per i saldi di “fine” stagione. Stando ai dati divulgati dalla sede nazionale del Codacons, gli sconti sarebbero già partiti in un negozio su tre. Un numero che interesserebbe anche Lecce, in cui “molti commercianti praticano saldi camuffati da sconti che si aggirano mediamente intorno al 40 per cento”. Secondo i dati forniti dal Codacons nazionale, in base all’indagine sulla propensione all’acquisto, si registrerà una leggera crescita nel numero di famiglie che deciderà di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto. Quest’anno quasi una famiglia su due approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi.

In realtà, a denunciare le pratiche scorrette non è la sola associazione che tutela i consumatori, ma gli stessi commercianti del capoluogo salentino, non particolarmente entusiasti del copione che, a partire da domani mattina, si ripeterà come ogni anno. “Tanto per cominciare – lamentano alcuni titolari degli esercizi del centro (i pochi rimasti aperti questa mattina, nonostante l’Epifania di dopodomani) – molti colleghi non hanno rispettato le regole”. Il mancato controllo da parte degli organi competenti, secondo il disagio lamentato dai commercianti sentiti dalla nostra redazione, risiede nell’anticipo che alcuni dei loro colleghi hanno praticato sui saldi. Le scritte che riportano le percentuali di sconto svetterebbero a loro dire già su diverse vetrine di alcuni negozi del centro di Lecce, contravvenendo alle più elementari regole. “Noi ci atteniamo alla legge, ed esporremo le scritte  soltanto nella tarda serata, ma siamo stanchi”, affermano i titolari di un’attività del centro storico.

 “Noi commercianti veniamo criticati ormai per tutto: se un cliente nota un’intera serie di capi di abbigliamento penserà che noi l’abbiamo acquistata appositamente in vista dei saldi. Non si pone, al contrario, un’altra questione fondamentale: quei capi restano esposti perché, prima dei saldi, un commerciante non vende che il 30 per cento della propria merce. Questo è il trend: se qualcuno riesce a venderne di più, di sicuro c’è qualcosa sotto”. Hanno poi aggiunto: “Di norma, la scorta che non è stata venduta entro il periodo natalizio, sarà ceduta con sconti fino al 50 per cento. Per poi giungere, nelle ultime due settimane di promozioni, fino al 70 per cento: una cifra, lo possiamo dimostrare, con cui il negoziante non solo non ci sta più guadagnando, ma va in evidente perdita”.

Più ottimisti i gestori di un altro punto vendita, specializzato nel commercio di capi di abbigliamento per ragazzi: “Noi, come ogni anno, venderemo la merce con sconti che andranno dal 30 fino al 50 per cento. Le aspettative sono alte, soprattutto perché non si è venduto granché prima delle festività natalizie. Restiamo fiduciosi e da domani ci aspettiamo il pienone”. La loro, tuttavia, resta una voce fuori coro. Allo scoramento generale si aggrega anche un paio di altri esercenti del centro: “L’opinione pubblica, quando si avvicina il periodo dei saldi, ci tratta come dei truffatori seriali. Come se noi puntassimo la pistola contro il consumatore e lo obbligassimo ad acquistare un prodotto. Se il cliente nota un capo ultrascontato, per esempio attorno al 70 per cento, è plausibile che sia della collezione precedente: ma se si riesce a trovare un cappotto classico, monocolore, a prezzi stracciati, che cosa importa che sia dell’anno prima?”, concludono.

Il Codacons intanto, come ogni anno, ha diffuso il vademecum destinato ai consumatori, per evitare truffe e sorprese amare. Mentre i negozianti hanno l'obbligo di esporre accanto al prodotto il prezzo iniziale, e la percentuale dello sconto o del ribasso di modo da rendere conto al consumatore della portata reale dello sconto applicato, i consumatori sono invitati a rivolgersi alla polizia municipale qualora le indicazioni dovessero mancare.

Di seguito, il decalogo fornito a tutela degli acquirenti.

Utile conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l'articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare, purché il difetto non sia evidente al momento dell’acquisto usando l’ordinaria diligenza. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi e non a un buono. Il semplice cambio taglia o articolo è rimesso alla discrezionalità del commerciante - non vi è diritto di recesso - per cui questa possibilità conviene pattuirla al momento dell’acquisto.

Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce "Saldo" deve essere l'avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 

Girare. Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l'effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi.

Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bontà dell'articolo guardando l'etichetta che descrive la composizione del capo d'abbigliamento: le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche. Pagare un prezzo alto non sempre significa comprare un prodotto di qualità: meglio diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. 

Diffidare degli sconti superiori al 50 o 60 per cento, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all'acquisto). Un commerciante, salvo nell'Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell'acquisto. 

Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla "nuova". Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 

Prova dei capi: non c'è l'obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. Infine, per quanto riguarda la modalità di pagamento, nei negozi che espongono in vetrina l'adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 

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