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Domenica, 23 Giugno 2024
Economia

Giornata al mare, ma quanto mi costi? Nel Salento il lusso si paga fino a 700 euro

Un'indagine del Codacons evidenzia, fra i vari, il caso di Pescoluse. Ma per una situazione più "ordinaria", a Gallipoli si può comunque spendere fino a 90 euro. E poi, su tutto c'è il nodo concessioni balneari

LECCE – Giornata al mare, ma quanto mi costi? Secondo un’indagine del Codacons, che si è soffermata in particolare sui lidi più costosi d’Italia, in media per affittare un ombrellone e due lettini durante il weekend in uno stabilimento standard, la spesa oscilla tra i 32 e i 35 euro al giorno. Ma, ovviamente, non mancano le differenze fra un territorio e l’altro. A Sabaudia, per esempio, possono servire fino a 45 euro, a Gallipoli 90 e in alcune località della Sardegna si arriva a quota 120.

Un po’ ovunque, peraltro, rileva l’associazione che tutela i diritti dei consumatori, da nord a sud dello Stivale, i listini avrebbero subito ritocchi, dal 3 al 5 per cento in più per i servizi balneari. Ma se non ci si accontentasse di stessa spiaggia e stesso mare e si decidesse di fare una pazzia, per provare l’ebbrezza del lusso? Ebbene, bisogna avere il portafogli ben gonfio, perché la spesa supera i 500 euro al giorno e può arrivare a sfiorare addirittura i 700. Un caso particolare parla proprio salentino. Il Codacons cita a mo’ di esempio il Cinque Vele Beach Club di Marina di Pescoluse (Salve), dove un gazebo con due sedute in prima fila nell’area “Exclusive” arriva a costare ad agosto (se prenotato oggi con opzione rimborsabile) 696 euro al giorno.

Servono 600 euro (come lo scorso anno), invece, per una tenda araba presso il “Twiga” di Forte dei Marmi (con sofà, due letti king size, due lettini standard, una sedia regista e un tavolino). Per una giornata al mare nella spiaggia dell’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, la spesa per una capanna in prima fila è di 515 euro (con due sdraio, due lettini, lenzuolo, cuscino, asciugamano, tavolo, armadio, specchio, attaccapanni). Poco meno al beach club dell’Augustus Hotel di Forte dei Marmi, 500 euro per una tenda in prima fila. Stessa spesa al Nikki Beach Costa Smeralda: per l’Iconic Beach bed servono 270 euro, ma occorre aggiungere una consumazione minima da 230 euro per vino o champagne, per un totale appunto di 500 euro al giorno. Insomma, se proprio non si riesca a soddisfare il sogno di una giornata extralusso, meglio panino e birra in saccoccia e via verso qualche spiaggia libera.

Il nodo concessioni

A proposito di spiagge libere, com’è la situazione al momento, dopo i pronunciamenti del Consiglio di Stato sulle concessioni balneari scadute e tutta la confusione generata dalla proroga decisa dall’attuale governo? Today.it ha realizzato un approfondimento, sul caso, sentendo Roberto Biagini, presidente di Mare Libero e l’avvocata Rosamaria Berloco (qui l’articolo a firma di Cesare Treccarichi), e il Codacons, sul punto, appare allineato a certe considerazioni, tanto da aver annunciato una nuova iniziativa legale. L’associazione, infatti, ha presentato una diffida alle Capitanerie di porto di tutta Italia chiedendo di “sanzionare l’utilizzo di concessioni balneari oggetto di proroga illegittima, garantendo in tal modo il pieno utilizzo delle spiagge italiane ai cittadini”.

Il Codacons, alla luce della sentenza del Consiglio di Stato, ritiene in buona sostanza che “le proroghe delle concessioni balneari agli stabilimenti debbano essere considerate invalide. Pertanto le spiagge italiane, in assenza di valide concessioni, poiché appartengono al patrimonio dello Stato, possono essere utilizzate da tutti i cittadini liberamente. Allo stato attuale è legittimo ritenere che i cittadini possano usufruire delle spiagge come libere, portando ombrelloni e lettini anche lì dove sorgono gli stabilimenti. E, d’altra parte, i gestori di tali stabilimenti, ove titolari di concessioni scadute, nulla possono eccepire dinanzi al comportamento descritto”.

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