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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Economia

Venti di sciopero in Sanitaservice. I nodi della Asl di Lecce ormai al pettine

Un blitz della guardia di finanza che acquisisce i documenti della società in house, Nas a Copertino e polemiche sulla confusa gestione del personale. Sindacato Usb contro la direzione: minaccia di sciopero sul problema del monte ore

LECCE – Sanitaservice ancora impantanata nei soliti irrisolti problemi. A distanza di oltre due anni dalla nascita della società costola della Asl di Lecce, messa in piedi per la gestione diretta dei servizi appaltati, ad ogni passo in avanti corrisponde un ritorno sui vecchi nodi del passato. La recentissima e acclamata internalizzazione del servizio di emergenza – urgenza 118 che segue quella del sistema informatico (Cup e Ced), e prima ancora la manutenzione del verde, disinfestazione e gestione delle aree comuni, ha come contraltare il malcelato malumore dei “veterani” della società in house.

Gli addetti alle pulizie ed al portierato, i primi a firmare il contratto nel maggio 2010, sono rimasti, da allora, in fiduciosa attesa del promesso aumento del monte ore. Fino all’agognato full-time. Ad ogni ingresso di nuovi colleghi, ripartiva il disco interrotto di quanti sono rimasti fermi alle 22 ore settimanali. Ed ora la protesta è sul punto di riesplodere, mentre nella società in house spirano nuovi venti che preannunciano tempesta: tutto il faldone dei documenti su cui si regge Sanitaservice (bilanci, contratti, elenchi del personale transitato dalle vecchie ditte esterne) è finito nelle mani della guardia di finanza di Lecce. Il blitz delle fiamme gialle segue di poco l’ esposto depositato in procura il 3 marzo 2012, relativo a dieci dipendenti del sistema informatico che dichiaravano un monte ore difforme da quello certificato in busta paga. Tra i nomi, anche parenti di sindacalisti ed altri impiegati, rischiavano di sollevare uno scandalo sul quale, però,  il primo a voler far chiarezza fu lo stesso direttore generale della Asl, Valdo Mellone, autore della denuncia.

Per non parlare della recentissima indagine dei Nas che ha portato a galla lo stato di incuria in cui versano alcuni reparti dell’ospedale di Copertino. Qualcuno, in tempi non sospetti, aveva suonato la campanella di allarme sui livelli igienici che sarebbe precipitati vistosamente, contestualmente alla gestione di Sanitaservice. Molti, i sindacalisti soprattutto, hanno fatto quadrato puntando il dito contro una confusa e deficitaria gestione del personale che, non di rado, si sarebbe trovato a svolgere mansioni e ruoli non di competenza.

Gli annosi problemi della carenza di personale che si avverte con gravità in alcuni presidi ospedalieri (vedi Casarano e Scorrano), dell’affidamento di mansioni improprie, dei trasferimenti “anomali” di personale non comprovati da valide motivazioni, uniti alla battaglia per l’aumento del monte ore - reso possibile dagli utili registrati nel bilancio della società in house - sono al centro delle richieste avanzate dal sindacato Usb. Il referente, Gianni Palazzo, ricorda i due incontri già richiesti ai vertici di Asl e Sanitaservice in data 5 ottobre e 7 dicembre 2012, rimasti inevasi.

Mancate risposte su questioni che si trascinano, salvo riesplodere sotto forma di scandali dell’ultimo minuto. Usb non ci sta più e chiede di aprire le procedure di “raffreddamento preventivo” presso la prefettura di Lecce. L’ultimo salvagente lanciato alla direzione generale, prima dell’inevitabile sciopero di massa.

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