Domenica, 25 Luglio 2021
Economia

Dipendenti dei Consorzi di difesa sul piede di guerra. Sciopero e sit-in a Bari

Manifestazione indetta venerdì 29 novembre presso Assocodipuglia a Bari. Il sindacato Flai denuncia atteggiamento di chiusura dell'amministrazione: "Scaricano sui dipendenti, con la cassa integrazione e mancate retribuzioni, tutte le proprie inefficienze"

Foto di repertorio (@TM News/Infophoto)

BARI - Il Coordinamento Flai Cgil dei consorzi di difesa della Puglia, composto dalle Rsa delle Province di Bari, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto e della loro associazione regionale e unitamente alle segreterie del sindacato regionali e provinciali hanno indetto per venerdì 29 novembre una giornata di sciopero con sit-in alle ore 9.30 presso l'associazione Assocodipuglia a Bari. Nella stessa giornata è stata richiesta una audizione alla presidenza e alla giunta regionale per consegnare il documento del coordinamento sulle motivazioni dello stato di agitazione contenenti le proposte per il rilancio del sistema dei Consorzi di difesa pugliesi.

La problematica riguarda 60 dipendenti su scala regionale e 7 nella provincia di Lecce. Lo stato di agitazione e la lotta sono scaturiti a seguito dell'atteggiamento definito “non costruttivo e di chiusura” da parte degli amministratori dell'associazione dei consorzi della Regione Puglia (Assocodipuglia), dopo il lavoro svolto dal gruppo dei tecnici costituito a seguito di intesa tra le parti sociali quale espressione del tavolo di confronto istituito dalla Regione Puglia - assessorato all'Agricoltura - nel tentativo di costruire un percorso condiviso dalle parti verso i seguenti obiettivi:  progetto di ristrutturazione organizzativa;  piano industriale di rilancio delle attività; eventuali proposte di modifica del quadro normativo vigente; proposte di miglioramento del Piano agrometeorologico regionale.

Le motivazioni dello stato di agitazione scaturiscono, a detta del sindacato, “dall'incapacità” mostrata dagli amministratori dell'Assocodipuglia nell'intrattenere corrette relazioni sindacali. E ciò anche “a seguito della delegittimazione del tavolo di confronto che unitamente a funzionari dell'assessorato aveva individuato percorsi e ipotesi di rilancio degli stessi”. Gli stessi amministratori avrebbero dimostrato, più volte denunciato da Flai, “un vuoto di proposte dei consorzi e la scelta di svuotare di contenuto e progettualità gli stessi con l'unica visione di continuare a drenare risorse pubbliche in maniera assistenziale fino al declino del sistema consortile”.

Assenza di risposte e vuoto progettuale avrebbero quindi portato alle legittime richieste, da tempo avanzate dalla stessa Regione, di elaborare programmi e progetti finalizzati alla realizzazione di urgenti interventi strutturali, nonché a salvaguardare sia i livelli occupazionali sia la qualità e l'efficienza dei servizi offerti alle aziende agricole dai consorzi e dalla loro associazione, anche e soprattutto quali enti strumentali della Regione Puglia.

Il coordinamento Flai Cgil dei Consorzi, nel ribadire la scelta di lotta e la volontà di proseguire con varie iniziative sindacali, chiede alla Regione di assumere e avocare a se la vertenza poiché  “non è più tollerabile che nonostante risorse finanziarie erogate al sistema in questi anni e le nuove prospettive in termini di risorse e funzioni rivenienti dalla nuova Pac e dai Piani e normative nazionali in materia di agrometeorologia, difesa fitosanitaria, gestione del rischio, salubrità alimentare, e sicurezza dei lavoratori agricoli, si continui nella visione assistenziale e in assenza di programmazione e, nel contempo, a scaricare sui dipendenti in termini di cassa integrazione o mancata corresponsione delle retribuzioni, le proprie inefficienze e l'insensato progetto di smantellamento del sistema dei servizi consortili richiesti dal mondo agricolo”.

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