Martedì, 15 Giugno 2021
Economia

Lo spettro di Pomigliano incombe. La Fiom proclama lo sciopero

Fiom Cgil denuncia l'avverarsi delle previsioni: dopo la rottura degli accordi sindacali, il modello Pomigliano verrà esteso anche allo stabilimento leccese Cnh. Lunedì tutti fermi per due ore

LECCE - Il 22 novembre è giunta la comunicazione di Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, che ufficializzava l'annullamento degli accordi sindacali (a partire dal 1°gennaio 2012), in tutti gli stabilimenti produttivi del gruppo. Se il comparto metalmeccanico di Cisl e Uil aveva accolto con prudenza la notizia - per la verità prevedibile - sottolineando la scarsa rilevanza per lo stabilimento leccese Fiat Cnh che produce macchine movimento terra, la Fiom Cgil aveva immediatamente alzato le antenne. Il pensiero del segretario generale, Salvatore Bergamo, è andato immediatamente agli accordi vigenti a Pomigliano che hanno rivoluzionato l'impronta delle relazioni sindacali. E soprattutto, a suo dire, hanno inferto il corpo mortale ai diritti sul lavoro degli operai, diventando un potenziale modello di riferimento per situazioni simili.

 
Oggi si è passati ai fatti. La promessa di una mobilitazione è stata mantenuta: il sindacato ha indetto per lunedì 28 novembre, uno sciopero di due ore da effettuare a fine turno (primo turno ore 12, secondo turno ore 14.15) presso il sito produttivo leccese. "La cancellazione del Contratto collettivo nazionale del lavoro, la disdetta di tutti gli accordi aziendali, l’estensione a tutti i lavoratori del Gruppo Fiat dell’accordo di Pomigliano, - scrive Fiom Cgil - sono gesti che respingiamo, perché indeboliscono le lavoratrici e i lavoratori del gruppo Fiat, isolandoli da tutti gli altri lavoratori metalmeccanici".
 
Bergamo sottolinea come le sue previsioni si siano drammaticamente avverate: "Come avevamo previsto l’accordo di Pomigliano, verrà esteso a tutti gli stabilimenti". E queste saranno le principali conseguenze: non si potranno più eleggere le Rsu, ma saranno indicate direttamente dalle organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo “Pomigliano 2”, sarà inflitta una penalizzazione economica sulla retribuzione dovuta in caso di malattia, l’azienda avrà la possibilità di sanzionare individualmente il lavoratore e le organizzazioni sindacali in caso di non rispetto delle clausole previste (limitazione del diritto di sciopero).
 
Fiom punta poi il dito contro i colleghi del comparto metalmeccanico, ricordando come, il 29 dicembre 2010, Fim, Uilm, Fismc e Ugl, avessero sostenuto che l'accordo incriminato non sarebbe stato applicato altrove. E invece, denuncia il sindacato, i lavoratori del gruppo stanno subendo una nuova "beffa". Durante le ore di sciopero, ai lavoratori verrà distribuito un opuscoletto realizzato dalla Fiom, contenente interamente l’accordo, "affinché tutti siano coscienti dell’inganno", conclude Bergamo.
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