Un operaio edile su due è disoccupato. I sindacati di categoria lanciano l’allarme

Feneal, Filca e Fillea puntano il dito contro il Governo che non assicura un trattamento equo ai lavoratori, costretti ad andare tardi in pensione e sottoposti a periodi di fermo. Nel Salento numerosi i cantieri bloccati: nuovo plesso del Fazzi, 275, Regionale 8, Maglie Otranto ed ex liceo Schipa

Il cantiere nell'area dell'ospedale Vito Fazzi.

LECCE – Il settore edile non ha mantenuto la barra dritta nella tempesta della crisi finanziaria, ed è letteralmente in ginocchio. Accade nel Salento, come in tutta Italia. La denuncia arriva dai sindacati di categoria leccesi, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil che stanno scaldando i motori  in vista della grande manifestazione di protesta, indetta il 18 luglio a Roma, che vedrà la partecipazione di molti operatori del settore provenienti proprio da Lecce, già pronti a partire a bordo di due pullman.

Pochi investimenti nel settore delle costruzioni, a detta dei sindacati, stanno determinando una contrazione dell’offerta di lavoro. D’altro canto non mancano i problemi tipici del lavoro usurante, legati al ritardo con cui si può accedere alla pensione ed agli infortuni nei cantieri che aumentano in proporzione con l’aumentare dell’età: i dati dimostrano, infatti, come gli incidenti gravi e mortali siano sempre più frequenti tra gli over 60. Ma sul piatto della bilancia pesa anche la mancata copertura economica nei periodi di “fermo”: la discontinuità lavorativa, determinata dagli improvvisi stop nei cantieri o dalla realizzazione saltuaria delle grandi opere, dovrebbe essere sostenuta mediante il ricorso agli ammortizzatori sociali.

Questo è, a grandi linee, il quadro generale del settore edile. Ma il Salento vive situazioni del tutto autonome, come confermato dai tre segretari generali di categoria, Salvatore Listinge (Feneal), Donato Congedo (Filca) e Alessio Colella (Fillea) che hanno tenuto una conferenza stampa all’ingresso dell’ ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Una scelta non causale, quella dei sindacalisti, considerati i ritardi nella cantierizzazione del nuovo plesso ospedaliero e l’invio di tre richieste di incontro, inoltrate alla direzione generale della Asl, rimaste ancora senza risposta. L’esempio serve ai sindacati per sottolineare un assunto fondamentale: “I cantieri di importanza strategica, come questo, necessitano di una contrattazione preventiva con le parti sociali utile a fissare le norme di sicurezza e le condizioni di organizzazione del lavoro, nell’interesse degli operai coinvolti”.

foto video edili 008-2I casi di grandi infrastrutture bloccate dalla burocrazia non mancano sul territorio, e sono noti. Tre nomi su tutti: strada Regionale 8, rimasta in attesa di approvazione del progetto esecutivo; arteria Maglie-Otranto su cui manca l’accordo tra Anas e gruppo Palumbo relativamente al prezzo al costo della variante individuata in corso d’opera; strada 275, pomo della discordia tra ambientalisti e associazioni di cittadini da un lato, sindacati dall’altro che premono per l’avvio dei lavori e ritengono necessario il miglioramento della viabilità e la messa in sicurezza di quel tratto stradale.  A questi tre casi si aggiunge il cantiere “fantasma” dell’ex Liceo musicale “Tito Schipa” di Lecce: sull’immobile, sito in viale dell’Università, pende un progetto di ristrutturazione di cui è committente la Provincia di Lecce, per un valore di 1 milione e 545 mila euro, fermo dal lontano 2011.

“Le tematiche sono numerose - ha commentato Colella -  e cruciali per il rilancio dell’economia locale. Abbiamo intenzione di far capire a questo Governo che i lavori non sono tutti uguali e gli operai edili devono godere di una restrizione dell’età pensionabile”. “I dati che provengono dalle Casse edili ci stanno mettendo in allarme – aggiunge il collega Congedo – perché, su scala nazionale negli ultimi cinque anni, sono stati persi circa il 40, 50 percento di posti di lavoro. Quasi un operaio su due, è attualmente disoccupato e un numero enorme di imprese ha chiuso i battenti: questa crisi ha fatto pagare al settore edilizio un prezzo troppo alto e non si intravede alcun segnale di ripresa”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Questo quadro a tinte fosche è complicato dal massiccio ricorso al lavoro nero ed alle partite Iva fittizie, utili a mascherare rapporti di lavoro dipendente, come conferma Salvatore Listinge di Fenal: “I dati confermano un notevole ricorso al sommerso: l’edilizia in questi anni è stata eccessivamente penalizzata e soprattutto gli operai, che prestano servizio in condizioni atmosferiche e ambientali spesso proibitive, non vengono trattati equamente e devono accumulare 42 anni e 6 mesi di contributi: è davvero inaccettabile”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tragica alba, podista viene travolto da un furgone: morto sul colpo

  • Ladri nell’alloggio della caserma, rubata pistola d’ordinanza con caricatore

  • “Vai a casa mia e sposta tutto”. Ma vedono il messaggio e trovano la droga

  • Palpeggia ragazza, inseguito dal padre perde il cellulare. E viene identificato

  • Durante la rapina minaccia di morte la cassiera con l’arma: arrestato

  • Coronavirus, nel Salento registrati altri sei positivi: due da fuori regione

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
LeccePrima è in caricamento