Domenica, 25 Luglio 2021
Economia

Discoteche o stabilimenti? Il Silb puntualizza: “Ballo solo se autorizzato”

L'ultima stagione estiva ha esasperato una questione nota da diversi anni. Sempre più spesso i lidi organizzano feste notturne. Per l'erario un incasso milionario mancato. Pasca: "Regole certe oppure abusivismo senza frontiere

@TM News/Infophoto

LECCE – Nel 2012 il mancato incasso per l’erario era stimato in 20 milioni di euro. Una cifra enorme, che l’Associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo, Silb, imputa agli stabilimenti balneari che, senza la necessaria autorizzazione, mettono in piedi vere e proprie feste notturne, in cui ci si diverte al ritmo di musica fino a notte fonda.

“Se gli stabilimenti balneari vogliono trasformarsi in locali sulla spiaggia da intrattenimento danzante e di spettacolo - ha dichiarato il presidente, Maurizio Pasca, possono anche farlo, purché rispettino regolamenti e leggi che riguardano il settore Non si può pretender di stare in uno stesso mercato senza osservarne le stesse regole”.

Le polemiche dell’ultima stagione estiva sugli eccessi della movida a Gallipoli – che hanno riempito le pagine della cronaca per diverse settimane -, non fanno altro che riproporre la questione che diventa oggetto del contendere tra locali da ballo nel senso tecnico e quegli stabilimenti che tendono a diventarlo con una certa frequenza.

Da allora però è intervenuta, come ricorda Pasca che è anche presidente del Fipe Lecce, una sentenza del Consiglio di Stato dell’ottobre del 2013 in base alla quale  “qualsiasi variazione nell’estensione della zona concessa o nelle opere o nelle modalità di esercizio deve essere richiesta preventivamente e può essere consentita mediante atto o licenza suppletivi dopo l’espletamento dell’istruttoria. “Ciò significa – spiega Pasca - che l’uso indicato nella licenza di concessione demaniale non può essere modificato in alcun modo senza un’autorizzazione demaniale preventiva. Quest’ultima deve essere sempre presente e deve essere ulteriore rispetto agli eventuali altri titoli autorizzatori necessari per lo svolgimento di una determinata attività”.

“Non si tratta di mettere barriere all’inserimento di nuovi soggetti sul mercato – conclude Pasca che è anche presidente della Fipe di Lecce – ma di avere regole certe che valgano per tutti, altrimenti andiamo verso un abusivismo senza frontiere destinato a colpire tutti i settori compresa la ristorazione. E questo è molto pericoloso soprattutto quando ne va della sicurezza e dell’incolumità delle persone”.

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