Lunedì, 2 Agosto 2021
Economia

Servizio 118 tra anomalie e lobby affaristiche. Operatori in attesa dell’assunzione

Il sindacato Usb spinge per riaprire la discussione in Regione di una gestione "nuova" del servizio. A Lecce, l'affidamento esterno di 4 postazioni, considerato "troppo costoso". E si torna a parlare delle internalizzazioni stoppate

Una protesta (Foto di archivio)

LECCE - Sono trascorsi 12 anni dalla sua attivazione, ma il servizio di urgenza – emergenza del 118 è sempre rimasto nello stadio embrionale di “sperimentazione”. Il vero e proprio caso, scoppiato a livello regionale, è stato preso in carico dal sindacato Usb che ha colto l’occasione per sporgere l’ennesima denuncia relativa al “forte disagio vissuto dagli operatori ed il malaffare che ruota intorno a questo servizio”. Per quanto il 118, infatti, rappresenti un servizio essenziale per la prima assistenza, la presunta esistenza di una “lobby di associazioni troppo potente”, renderebbe persino impossibile discutere della sua gestione.

L’Unione sindacale di base ha deciso, quindi, di inviare una comunicazione all’indirizzo del consiglio regionale, dei direttori delle varie Asl e dei vertici del competente assessorato, in cui si ricordano “le tante e troppe parole sprecate sull’argomento per porre fine ad una sperimentazione risultata fallimentare ma che, evidentemente, nessuno ha avuto l’onestà ed il coraggio di affrontare, forse anche per i diffusi e trasversali interessi a che nulla cambiasse”.

“Detto atteggiamento – proseguono i sindacalisti - ha di fatto favorito il crearsi della intollerabile situazione che oggi vivono i lavoratori, i quali ci hanno creduto veramente a questo cambiamento ed hanno cominciato a rompere il muro del silenzio e del ricatto denunciando le numerose malefatte di tante associazioni di volontariato ed i soprusi che subivano (e subiscono) ogni giorno in cambio di un servizio che, solo grazie alla loro abnegazione, era ed è garantito e considerato efficiente”.

Il risultato di questa “primavera”? Secondo Usb, solo uno: “Lavoratori licenziati e mai più reintegrati, molti passati dalle condizioni di dipendenti a tempo indeterminato a tempo determinato, altri ancora passati dalle condizioni di dipendenti a quelle di volontari, o meglio lavoratori in nero”. “Il tutto – aggiungono - sotto gli occhi di una dirigenza medica che si è ben guardata dall’intervenire ed ha adombrato la solita scusa della compatibilità economica”. “Se veramente si vuole dare una sterzata decisiva a questo mercimonio che è diventato il 118 ci sono le possibilità per farlo – proseguono - . E questo senza che, ancora una volta, sia convocato l’ennesimo tavolo tecnico visto che sono stati proprio i vari tavoli succedutisi nel tempo a condurci al disastroso risultato attuale”.

Il sindacato è convinto, quindi, che si debba ripartire da quell’incontro avutosi con l’ex assessore alle politiche della Salute, Ettore Attolini, alla presenza dei vertici dirigenziali dell’assessorato, durante il quale si cominciava a delineare una visione nuova ed operativa della gestione del servizio 118. “Ci sono proposte e progetti concreti e praticabili per una gestione completamente diversa di questo servizio – spiega il referente regionale Santo Mangia -, ma è necessario che vi sia una reale volontà politica per affrontare e risolvere definitivamente questa annosa questione: del resto se non ora quando?”.

La situazione in provincia di Lecce presenta, inoltre, “un’anomalia” rispetto alla gestione del servizio che, su scala regionale, è gestito dalle associazioni di volontariato: “L’affidamento delle quattro postazioni 118 a due ditte esterne, Ikebana e Meleleo, costa 10 mila euro in più all’anno”, spiega il referente Gianni Palazzo. I 46 operatori che agli inizi di febbraio sarebbero dovuti passare alle dirette dipendenze della Asl, non ne hanno saputo più niente. Quel processo di internalizzazione su cui Usb insiste da tempo, si è bruscamente stoppato. “Durante l’ennesimo incontro con l’amministratore unico di Sanitaservice siamo tornati a sollecitare l’internalizzazione di questo servizio rimasto, inspiegabilmente, all’esterno”, conclude Palazzo.

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