Lunedì, 27 Settembre 2021
Economia

Somministrati Inps a rischio: sostegno ai lavoratori

Il comitato provinciale sostiene i somministrati Inps a rischio di non vedere rinnovato il proprio contratto. De Prezzo chiede l'intervento delle istituzioni per aiutare il settore e i lavoratori

LECCE - I somministrati dell'Inps in sospeso e in attesa del rinnovo del contratto di lavoro, che forse rischia di non arrivare. I lavoratori, pur operando in regime di supplenza e di precarietà, negli ultimi due anni, hanno svolto, secondo quanto riporta il presidente del comitato provinciale, Nicola De Prezzo, un lavoro di qualità, con riconosciute professionalità e competenze. Per i vuoti di organico determinatisi, a seguito del pensionamento di decine di funzionari e dipendenti (solo a Lecce più di trenta), senza il loro apporto determinante alcuni servizi "si sarebbero bloccati - precisa -, a tutto danno dei cittadini utenti".

A Lecce, i lavoratori in somministrazione espletano funzioni e attività in settori importanti, quali il contenzioso legale, da sempre punto di forte criticità per l'Istituto pugliese e salentino (nel 2009, in Puglia i ricorsi pendenti assommavano a 250mila, a Lecce più di 40mila), delle prestazioni a sostegno del reddito, in forte incremento dal 2008 (nei primi undici mesi del 2010 sono state pagate oltre 10 milioni di ore di cassa integrazione, circa 50mila disoccupazioni), della nuova procedura, che ha preso avvio il 1 gennaio 2010, di accertamento e liquidazione delle provvidenze economiche e assistenziali per le invalidità civili (oltre 40mila domande annue).

"Il paventato mancato rinnovo del contratto di lavoro - dichiara De Prezzo - comporterà un sicuro rallentamento dell'istruttoria e della liquidazione delle pratiche, con evidenti ripercussioni per gli utenti. E non solo. Senza la modifica del disegno di legge 78 del 2010, come richiesto dalle organizzazioni sindacali di categoria (Felsa Cisl, Nidil Cgil e Uil Cpo), circa duemila dipendenti, di cui oltre 20 della sede di Lecce, perderanno il lavoro, pur precario e a termine, in una situazione economica, come quella italiana, contrassegnata da licenziamenti e dalla messa in mobilità e in cassa integrazione di centinaia di migliaia di lavoratori".

La Presidenza del Comitato Provinciale nell'esprimere la propria solidarietà e il sostegno alla mobilitazione e alla lotta dei lavoratori interinali, assicura il suo impegno affinché vengano loro assicurati un futuro di lavoro, di realizzazione professionale e una vita dignitosa: "Si augura che medesimo impegno venga assicurato dagli organi governativi (il ministro Raffaele Fitto), politici (la delegazione parlamentare salentina), istituzionali (il prefetto e il presidente della Provincia) e dirigenziali dell'Inps".

E domani è mobilitazione in tutta la Puglia: "Cambiare il decreto 78/2010"

"La risposta giunta dall'incontro a livello nazionale, svoltosi pochi giorni è stata ancora una volta negativa: i contratti dei lavoratori somministrati nelle sedi Inps di tutta Italia non possono essere rinnovati, anche se, per ammissione dello stesso Istituto di previdenza, quel personale è stato e sarebbe ancora necessario per il funzionamento della macchina organizzativa. Il problema ribadito dall'Inps è l'insufficienza dei fondi, che non sono stati stanziati nella Finanziaria 2011". Questo il commento della Cgil al caso dei somministrati Inps. Che si avviano allo sciopero.

Domani mattina, alle ore 9,30, gli ex interinali, che lavorano nelle sedi Inps di tutta la Puglia, manifesteranno con un presidio di protesta davanti alla sede regionale dell'Inps, a Bari. Ci saranno i sindacati Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uil Cpo. "Per migliaia di lavoratori in tutta Italia, decine nella provincia di Lecce, il futuro è appeso a un filo con la fine del 2010", dicono dalla Cgil. "Dopo oltre due anni di continui rinnovi dei loro contratti, che hanno una durata di massimo tre mesi, attraverso l'agenzia interinale Tempor, anche per loro, come per tanti altri lavoratori del territorio, il nuovo anno si preannuncia senza prospettive occupazionali".

"Il decreto 78/2010, convertito in legge numero 122/2010, infatti, impone alle pubbliche amministrazioni, il taglio secco del 50 per cento delle risorse sino ad ora impiegate per fare ricorso a forme di lavoro diverse dai contratti a tempo indeterminato. È il caso dei lavoratori somministrati presso le sedi Inps, attraverso i quali l'istituto garantisce, da diversi anni, la continuità dei servizi offerti. Questi lavoratori, attualmente somministrati dall'agenzia Tempor, sono adibiti a funzioni ordinarie e strutturali di lavoro, tanto che la loro mancata presenza non potrà che rallentare, se non sospendere, l'iter di pratiche pensionistiche e sociali di competenza dell'istituto. Oltre al danno subito da quasi 2mila lavoratori - spiegano dal sindacato -, ci sarà la beffa subita da migliaia di assicurati, pensionati, cittadini in attesa di risposte dall'istituto".


La richiesta, dunque, è quella di una proroga dei contratti in scadenza il 31 dicembre e la salvaguardia di tutti i posti di lavoro in somministrazione attraverso la modifica del decreto 78/2010. Intanto i sindacati esprimono soddisfazione per la nota di solidarietà e sostegno alla mobilitazione e alla lotta dei lavoratori somministrati giunta dal presidente del comitato provinciale dell'Inps Lecce, Nicola De Prezzo, il quale assicura il suo impegno "affinché vengano loro assicurati un futuro di lavoro, di realizzazione professionale e una vita dignitosa".

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