Domenica, 1 Agosto 2021
Economia

Sopralluogo nel Capo di Leuca e nel basso Salento. Stefano: “Xylella, sfida complicata”

Il senatore leccese, accompagnato da alcuni produttori, ha constatato le conseguenze della diffusione della xylella fastidiosa in diversi uliveti tra Gagliano del Capo, Alezio, Sannicola Racale e Ugento. L'eradicazione solo come soluzione estrema

LECCE – Non è certo una questione circoscritta al territorio salentino o, al massimo, regionale. Per il senatore Dario Stefano il Salento deve diventare un laboratorio a cielo aperto di sperimentazione scientifica, mentre il governo italiano deve smontare pezzo per pezzo l’approccio burocratico della Commissione europea che vede nell’eradicazione degli ulivi infetti l’unica soluzione tampone alla diffusione della Xylella fastidiosa.

Il parlamentare leccese, già assessore regionale alle Risorse agroalimentari, ha effettuato questa mattina un sopralluogo negli uliveti di Gagliano del Capo, Ugento, Racale, Alezio e Sannicola, accompagnato da alcuni produttori della zona. E le risultanze dell’ispezione sono più o meno le stesse di quelle che Fabrizio Nardoni, suo successore nella giunta regionale, ha messo nero su bianco qualche giorno addietro.

“Proporrò al ministro Martina – ha dichiarato Stefano al termine della visita - una road map con le azioni più immediate e la condivisione della strategia più utile da seguire. L’entità del fenomeno ci chiama ad una responsabilità diffusa e a decisioni da assumere in tempi brevissimi pur con il massimo conforto di tutte le indicazioni scientifiche. Governo e Parlamento dovranno essere in prima linea e fare la loro parte, la Regione Puglia non sarà lasciata sola: la sfida è durissima e non riguarda più solo il Salento”.

Come oramai noto, le piante che manifestano sintomi del contagio si trovano in zone che vanno ben oltre il comprensorio del Salento ionico, sebbene secondo i primi dati si tratti di piante infette da tempo e che fino ad oggi erano state asintomatiche. E’ un insetto della famiglia delle cicallellidi il principale vettore del contagio che ha conseguenze pesanti sulla produzione olivicola non perché sia pericoloso per l’uomo, ma perché fa morire gli alberi impoverendo quindi il patrimonio produttivo. Ed è noto anche il fatto che sussista un pericolo imminente se non attuale anche per altre specie di piante, da frutta e da ornamento, come il ciliegio, il mandorlo, l’oleandro che sarebbero stati trovati infetti ma non ammalati.

Ma per il senatore eletto come indipendente nella fila di Sel, la soluzione non può essere quella indicata dalle istituzioni comunitarie: “Se seguissimo passivamente le indicazioni dell’Ue rischieremmo insomma la beffa di eradicare gli ulivi, sconvolgendo paesaggio, territorio e produzioni,  ma di lasciare gli oleandri infetti nei giardini o sulle strade pubbliche”. Individuare quindi una strategia con l’apporto della comunità scientifica, anche internazionale, è quindi il primo passo da attuare, con estrema celerità.

Resta poi il problema dei danni già arrecati dal batterio: “Certo – ha proseguito Stefano - occorrerà metter mano al tema delle risorse, anche in termini di ristoro per agricoltori e vivaisti. Ma sarà un passaggio conseguente alla individuazione di una strategia. Qui serve un impegno forte del  governo anche nei confronti di Bruxelles, affinché l’Ue condivida con noi immediatamente un approccio differente su una situazione pericolosa e dannosa  per l’ambiente e l’agricoltura  d’Europa”. Stefano si sta prodigando per creare un fronte politico e istituzionale comune che possa tutelare gli interessi del territorio, chiamando in causa i parlamentari pugliesi.

Il prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, ha intanto fatto sapere che non appena sarà definita una strategia di intervento, potrà partire sotto il suo stesso coordinamento il tavolo interistituzionale sollecitato dai sindaci della provincia di Lecce. E la disponibilità del prefetto ha subito incontrato l’apprezzamento del consigliere regionale di Forza Italia, Luigi Mazzei, che ha rilanciato: “Il prefetto di Lecce potrebbe essere il commissario straordinario per l’emergenza xylella che la politica, in maniera bipartisan, ha ritenuto nelle ultime settimane essere lo strumento adeguato contro il batterio killer. Da parte nostra, vista il senso di responsabilità del prefetto Perrotta, c’è tutta la più totale intenzione di collaborare per dare risposte adeguate agli agricoltori che sono terribilmente in affanno”.

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