Lunedì, 2 Agosto 2021
Economia

Stallo Otranto-Maglie: la strada non parte e gli edili tornano a protestare

I lavoratori del gruppo Palumbo da questa mattina stanno occupando l'arteria stradale, all'altezza del km 4, contro i ritardi nella cantierizzazione dell'opera. Nonostante le rassicurazioni e le risorse, l'infrastruttura non parte

MURO LECCESE - I lavoratori edili del gruppo Palumbo tornano a protestare contro i ritardi nella realizzazione delle opere pubbliche di cui dovrebbero personalmente occuparsi. Sotto osservazione un’arteria stradale ben precisa, la Maglie-Otranto, di cui ancora non si conoscono i tempi di cantierizzazione, nonostante i continui annunci.

Così, stamattina, dopo essersi dati appuntamento in azienda a Sternatia, i lavoratori hanno deciso di spostarsi al km 4 della strada, in prossimità de La Conca per inscenare la propria protesta. Sono presenti al sit-in anche i delegati di Fillea Cgil. Non si sono registrati grandi disagi alla circolazione. I nodi da sciogliere sono chiari e sono stati ribaditi nel corso della protesta: da circa tre anni si continua a rimandare una risposta sull’inizio dei lavori, mentre da due si afferma da parte delle istituzioni la presenza delle risorse, senza, però, poi dar seguito alla cantierizzazione, incagliata nelle melme della burocrazia. E non solo di quella.

Perché, se da un lato c’è chi protesta e richiede un’accelerazione sui lavori, dall’altra, ci sono gli ambientalisti che, invece, premono per la ragione contraria, ritenendo l’opera, così come concepita, una violenza al territorio. Dal punto di vista tecnico, non sono ancora state completate tutte le procedure autorizzative che sbloccherebbero l'avvio dei lavori.

Su questo elemento sembra che non ci sia la chiarezza di fondo che i lavoratori chiedono, in quanto sono molti gli enti interessati dalla vicenda e i tempi, anche per questo, si allungano. Agli edili, però, della burocrazia importa poco, perché loro sono “stanchi di aspettare”. Vogliono risposte certe e vogliono esercitare un diritto: lavorare. Perché, come ribadiscono, “dove c’è lavoro c’è casa”.

Lettera di Alfredo Mantovano al prefetto di Lecce: "Incontriamoci per sbloccare la situazione".

Sulla vicenda è intervenuto l'onorevole Alfredo Mantovano, del Pdl, che ha scritto una lettera al prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta: "Ill.mo Prefetto, confido ancora una volta nel suo ruolo e nella sua sensibilità per affrontare la questione riguardante la SS Maglie-Otranto. Il nostro recente passato è, purtroppo, costellato sia di opere pubbliche che non si sono realizzate per la lunghezza dei tempi delle burocrazie, sia di positive conclusioni di vicende intricate, che si sono dipanate proprio al tavolo della Prefettura. Converrà che non si possa e non si debba assistere, senza intervenire, al lentissimo iter autorizzatorio di una importante arteria stradale, il cui allestimento porta, nell'immediato, lavoro alle imprese impegnate nell'opera, a medio-lungo termine a comunicazioni più sicure, e quindi a un minor tasso di incidenti e di danni agli automobilisti. Le chiedo pertanto di vederci, come già abbiamo fatto per affrontare altri nodi relativi al territorio, con tutti i soggetti - pubblici e privati - interessati: Anas, Provincia, Comuni coinvolti, imprese, e così via. E mi permetto di chiederglielo, vista la pacifica protesta in atto dei lavoratori edili, nei tempi più rapidi, anche nel prossimo fine settimana, per non correre il rischio - in epoca di razionalizzazione della spesa - di una revoca dei finanziamenti, come è già dolorosamente accaduto per altre opere"
 
Interviene il presidente del gruppo Udc in Regione Puglia: "Colpa della mala-burocrazia".
 
Anche il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, ha espresso solidarietà ai 250 operai del Gruppo Palumbo Leadri che oggi hanno bloccato la statale Maglie-Otranto: “Siamo alle solite – ha sottolineato il capogruppo Udc – la mala-burocrazia non consente l’avvio di un cantiere che oltre a sbloccare i lavori per la realizzazione di un’importante infrastruttura avrebbe ridato fiato a 250 operai e alle loro famiglie. Non si possono fermare i lavori in attesa di nuovi pareri da parte degli assessorati competenti della Regione mentre i pareri espressi dal ministero sono tutti positivi. È chiaro che questo è un sistema impazzito che spezza le gambe alla libera impresa e allo sviluppo del territorio. Come Gruppo Udc – ha concluso il presidente Negro –esprimiamo piena solidarietà agli operai del Gruppo Palumbo e  ci dichiariamo sin da ora disponibili a fare la nostra parte per sollecitare il Governo regionale a prendere in mano la situazione e arrivare ad una soluzione rapida della vertenza”. 
 
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