Mercoledì, 29 Settembre 2021
Economia

Nasce Tongust, start-up "alla moda" lanciata da migranti titolari di protezione internazionale

Il progetto si snoda attraverso vari step formativi e preparativi: dopo il potenziamento della lingua italiana e un pacchetto informativo, si susseguono la fase di elaborazione e la selezione delle idee imprenditoriali

LECCE – Via alla seconda start-up lanciata dai migranti sotto protezione internazionale. Dopo l’apertura a Lecce, lo scorso febbraio, del supermarket multietnico “Sapori del Mondo” è la volta di Tongust, un’attività d’impresa nel mondo della moda frutto dell’idea di una coppia camerunese. Inaugurato lo scorso lunedì, Tongust è un negozio di abbigliamento a Lecce, in via Arditi, che presto sarà accompagnato da un sito web per la vendita parallela online.  Il progetto, nato dalla passione per la moda, per l’estetica e per le tendenze del mercato, punta a realizzare e registrare un vero e proprio marchio riconoscibile dapprima in città e, in un secondo momento, in rete, importando prodotti realizzati in Camerun e, a lungo termine, creando una propria linea di abbigliamento esclusiva.

Il progetto si snoda attraverso vari step formativi e preparativi: dopo il potenziamento della lingua italiana e un pacchetto informativo, si susseguono la fase di elaborazione e la selezione delle idee imprenditoriali che, tra quelle avanzate dai vari partecipanti, vengono valutate come potenzialmente di successo. Dei 18 beneficiari che nell’autunno 2019 han preso parte alla prima fase, quella di studio e formazione, due ad oggi sono giunti alla realizzazione del loro sogno.

Ondoua Laure, titolare del progetto e il compagno Tonye Gustave Sergio, raccontano: “Abbiamo lasciato il nostro Paese anni fa e, dopo aver attraversato il deserto ed il Mediterraneo, abbiamo raggiunto l'Europa. Nel Salento, grazie al progetto Capitale rifugiato di Arci nazionale, abbiamo avuto la possibilità di coltivare un'idea maturata nel tempo: quella di realizzare un brand di vestiario che possa portare la tradizione tessile africana a farsi spazio tra le tante le griffe europee. Grazie al lavoro ed alla guida degli operatori sociali della cooperativa Arci Lecce, mediante impegno, studio e programmazione, abbiamo potuto costruire le basi del progetto che, nonostante le difficoltà portate dalla pandemia, finalmente vede la luce”.Laure, Sergio ed Anna Caputo (presidente Arci Lecce Coop. Soc.)-2

I percorsi di inserimento socio-lavorativo dei titolari di protezione internazionale sono tra gli aspetti più importanti del nostro lavoro”, spiega Anna Caputo, presidente della cooperativa sociale Arci Lecce che gestisce diversi progetti d’accoglienza Sai nel Salento, “e Capitale Rifugiato ci ha dato ulteriori strumenti per perseguire uno dei nostri obiettivi principali: far sì che la provincia di Lecce non sia più solo un luogo di transito verso i grandi agglomerati continentali, ma anche un posto dove i rifugiati possano realizzare i loro piccoli grandi sogni imprenditoriali. L’aver portato a termine i percorsi di studio e formativi nonostante la pandemia, ed aver supportato l’avvio di due start-up in un momento storico come questo, ci rende poi ancora più felici”.

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