Domenica, 20 Giugno 2021
Economia

Uno statuto unico per tutti i lavoratori: verso un moderno internazionalismo

In Cgil illustrata la proposta di una carta dei diritti estesa anche ai lavoratori inquadrati con contratto atipico e precario

Una foto dell'incontro presso la sede di Cgil.

LECCE – Un nuovo statuto dei diritti dei lavoratori: questa la proposta rivoluzionaria di Cgil, lanciata dalla sede di Lecce, questa mattina, tesa a mettere ordine nella confusione degli istituti contrattuali.

L’iniziativa di legge popolare che mira alla creazione di una Carta dei diritti universali è stata lanciata dal segretario nazionale Fausto Durante e dal segretario provinciale del sindacato, Salvatore Arnesano: “La nostra intenzione è quella di unificare il mondo del lavoro, oggi profondamente diviso da leggi che creano discriminazioni tra pubblico e privato, tra autonomi e subordinati”.

La differenza fondamentale con lo Statuto degli anni ’70 è proprio che la nuova Carta dovrebbe estendere diritti e tutele fino a coinvolgere le forme di lavoro atipiche, indipendentemente dal settore o dal tipo di impresa interessata, per rispondere ai processi di cambiamento che si stanno verificando su scala nazionale ed internazionale.

“Abbiamo immaginato un’iniziativa di legge popolare perché non sarebbe sufficiente modificare le leggi già esistenti in materia: basti pensare che in Italia esistono ben 49 forme contrattuali, ma questo fenomeno è conosciuto anche nel resto d’Europa – ha spiegato Durante -. Ovunque bisogna fare i conti con la disintegrazione del modello contrattuale e l’esplosione dei contratti atipici che hanno scatenato una terribile spirale di concorrenza: il nostro obiettivo è quindi quello di mettere un freno alla divisione tra le persone, estendendo a tutti i medesimi diritti e le medesime tutele. Ogni categoria deve essere protetta, anche il finto lavoro autonomo in cui si nasconde una parte sostanziale dello sfruttamento moderno. Non sarà facile, tuttavia, e per questo abbiamo bisogno di raggiungere un’intesa tra tutti i sindacati europei”.

La Carta, a detta del segretario nazionale, potrebbe divenire un punto di riferimento a livello internazionale: “Puntiamo all’unità dei diritti in Europa perché nessuno riuscirà a farcela da solo. Ancora non esiste uno strumento legislativo che ci permetta di proclamare uno sciopero generale internazionale: noi puntiamo a raggiungere questo obiettivo”.

conferenzacigl-2Scendendo nel dettaglio, lo Statuto dovrebbe essere costituito di tre parti: princìpi universali; norme di legge che danno efficacia generale alla contrattazione e codificano democrazia e rappresentanza per tutti; riscrittura dei contratti. La consultazione straordinaria sul progetto di Cgil è già partita e proseguirà, su tutto il territorio nazionale, fino al 19 marzo.

In provincia di Lecce sono già stata programmate 260 assemblee nei luoghi di lavoro e nei Comuni: tutti i lavoratori saranno chiamati a esprimersi sull’iniziativa di legge che si pone l’ambizioso obiettivo di cancellare, con un colpo di spugna, tutte le diseguaglianze esistenti, riscrivendo l’intero sistema dei diritti del lavoro.

L’incontro odierno è servito anche a fare il punto della situazione in provincia di Lecce: “Nel solo Salento – hanno denunciato i due segretari – i diritti sono in costante arretramento e migliaia di posti di lavoro vanno in fumo”. I numeri della crisi sono vertiginosi: il tasso di disoccupazione ha raggiunto quasi il 26 percento (contro il 12 percento della media nazionale) e un giovane su due non riesce a trovare un impiego, oppure ha smesso persino di cercarlo.

Il ricordo ai voucher è triplicato nel giro di due anni; il settore dei servizi è in ginocchio considerato che tra società partecipate e attività di pulizie sono a rischio quasi 800 posti di lavoro; i metalmeccanici (vedi Omfesa) si dichiarano abbandonati dalla politica; il comparto della sanità è attraversato dal caos della sua riorganizzazione ed il settore delle costruzioni ha perso 3 mila e 600 addetti in cinque anni. Ma la crisi non ha certamente risparmiato tutti gli altri settori: credito, agroalimentare, spettacolo, call center, impiego pubblico e settore terziario.

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