Venerdì, 18 Giugno 2021
Economia

Contraffazione, un giro milionario. Pronto un progetto di legalità e inclusione

Il valore della merce sequestrata a Lecce, nel 2014, è pari a circa 3 milioni di euro. Dall'intuizione di un avvocato impegnato nell'assistenza dei migranti è nata un'impresa sociale per riportare prodotti e venditori nell'alveo della concorrenza leale

L'avvocato Salvatore Centonze (dal profilo Facebook de I Re Neri).

LECCE – Un’idea per coniugare la lotta alla contraffazione all’inclusione lavorativa e sociale. Con vantaggio per tutti: per l’erario, grazie alle entrate derivanti dalle vendite regolari, per i migranti, che oggi commettono un illecito rischiando per questo l’espulsione e per i cittadini che potranno acquistare prodotti realizzati nella massima sicurezza dalle detenute coinvolte nel progetto “Made in carcere” (a un prezzo comunque conveniente). Insomma, si tratterà a tutti gli effetti di una concorrenza assolutamente leale agli esercenti.

L’intuizione è stata di Salvatore Centonze, 44enne leccese, avvocato in prima linea – insieme ai soci e collaboratori - nell’assistenza legale alle persone di origine straniera che per mille ragioni incappano nelle maglie della legge, non sempre consapevoli delle conseguenze cui sono destinati se scoperti. Dal momento che, secondo le statistiche la contraffazione è il reato con la maggiore incidenza – stiamo parlando di un migliaio di processi ogni anno - la trovata è stata quella di attivare un percorso di conversione nella legalità dei sistemi produttivi e di commercializzazione.

Ne è nata così una impresa sociale, “I Re Neri”, che nei mesi scorsi ha preparato, passo dopo passo, il debutto ufficiale con una linea di accessori realizzati con materiale di riuso e con pelli prodotte e lavorate in Italia. L’appuntamento è fissato per sabato 6 giugno, dalle 10 alle 13, in piazza Sant’Oronzo (video e informazioni sono disponibili sull'omonima pagina di Facebook).

La questione della vendita dei prodotti contraffatti è un tema molto avvertito nella città di Lecce, dove i commercianti, soprattutto quelli operanti nel centro cittadino, lamentano nei confronti dell’amministrazione comunale la presenza di numerosi ambulanti che espongono per strada la propria mercanzia (scarpe, occhiali, borse, cover). Sono frequenti le operazioni di controllo e successivo sequestro da parte degli agenti della polizia locale: il valore della merce sequestrata nel 2014 nel capoluogo ammonta a circa 3 milioni di euro. 

E' stato calcolato che una borsa falsa venduta su una bancarella o per strada costa ai contribuenti circa 100mila euro: tutta la "filiera" implica, infatti, due giornate lavorative di almeno due agenti di polizia giudiziaria (una per l'accertamento e la verbalizzazione, un'altra per la testimonianza); cinque o sei anni di deposito dell'oggetto sequestrato a carico dell'erario; una perizia di un esperto da esibire in giudizio, sempre a carico delle casse pubbliche; cinque o sei anni di procedimenti giudiziari con costi di personale, notifiche e di difesa; una condanna fino a 8 anni (e conseguente detenzione a spese dello Stato); l'espulsione con accompagnamento dello straniero dopo l'espiazione. A tutto questo si deve aggiungere il danno arrecato all'occupazione e il pericolo di alimentare le associazioni criminali organizzate.

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