Martedì, 27 Luglio 2021
Economia

Sotto i colpi della crisi: l’agroalimentare ultima spiaggia per i giovani

Uno studio di Confartigianato Imprese rivela che il numero delle aziende del comparto è invariato rispetto al 2012. Ma il presidente, Luigi Derniolo, spiega: "La realtà è che forse molte attività chiudono, rimpiazzata da altre aperte da disoccupati"

LECCE – A prima vista sembrerebbe che l’artigianato alimentare resista alla crisi: resta invariato, infatti, rispetto al 2012, il numero complessivo di imprese nel comparto. Ma, dietro al dato numerico che emerge dal report dell’Osservatorio economico di Confartigianato Imprese Lecce su dati Unioncamere-Infocamere, ci potrebbe essere un’altra chiave di lettura: se alcune aziende chiudono per i contraccolpi della crisi, altre aprono perché, soprattutto i giovani, vedono nel settore agroalimentare l’unica via d’uscita alla disoccupazione.

In provincia di Lecce si contano 1473 aziende tra pasticcerie, gelaterie, panifici, pastifici, distillerie, laboratori per la lavorazione e la conservazione di frutta, ortaggi, pesce, carni, prodotti lattiero-caseari, oli e grassi vegetali. In particolare, nel Salento, ci sono 677 aziende tra pasticcerie, panifici e gelaterie. Esattamente come un anno fa. I servizi di ristorazione e i locali dei cibi da asporto sono sempre 569. Calano, invece, a 98 i pastifici. Rimane inviato il numero delle ditte che macellano le carni, 2, e quello delle industrie lattiero-casearie, 43. Scendono a tredici le aziende del tè, caffè, cacao, condimenti e spezie.

Luigi Derniolo2-3Sono ancora 9 le imprese che si occupano della produzione di oli e grassi sia vegetali che animali. Sono 11 quelle che lavorano e conservano la frutta, gli ortaggi e il pesce, mentre sono 12 le distillerie e le birrerie. Proprio come l’anno scorso. Aumentano sia le aziende che lavorano le granaglie, 22, sia gli altri produttori alimentari, saliti a 17.

Cene e pranzi natalizi, dunque, saranno ancora all’insegna dei prodotti made in Salento. “A prima vista - spiega Luigi Derniolo, presidente di Confartigianato Imprese Lecce - sembrerebbe che il comparto abbia retto bene alla recessione, ma la realtà, forse , è che molte aziende hanno chiuso, rimpiazzate da altre attività aperte da giovani che hanno visto nel settore agro-alimentare l’unica soluzione alla disoccupazione. Pertanto - conclude Derniolo - le nuove aperture non sono dovute tanto a un aumento della domanda di mercato, quanto alla disperazione di alcuni disoccupati”.

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