Sabato, 31 Luglio 2021
Economia

Omfesa, una luce all'orizzonte. Un’azienda si fa avanti al tavolo romano

Raggiunto l'accordo al Mise. La romana Assifer disposta a proseguire con la riparazione delle carrozze in giacenza, l'ultima commessa di Trenitalia. Ipotizzato un percorso teso al mantenimento dei livelli occupazionali con il sostegno delle istituzioni

LECCE – Si riaccende la speranza per i lavoratori di Omfesa, l’azienda metalmeccanica di Trepuzzi che è fallita oltre un anno addietro, proprio sotto gli occhi increduli dei suoi storici operai. Il tavolo ministeriale di oggi si è concluso con un’interessante manifestazione d’interesse, da parte di un nuovo imprenditore, a intraprendere un percorso industriale teso a risollevare le sorti della fabbrica ormai chiusa.

Si chiama Assifer Service srl la nuova società romana, specializzata nel settore ferroviario e ramificata anche all’estero, che si è impegnata a riprendere in mano le sorti della decadente Omfesa. Il primo passo dovrebbe consistere nel completamento del lavoro di riparazione delle 29 carrozze di Trenitalia,  rimaste in giacenza all’interno dello stabilimento e che rischiavano di ritornare nelle mani dell’ex monopolista delle Ferrovie dello Stato.

Trenitalia, unico committente della società un tempo amministrata da Ennio De Leo, ha dato il suo lasciapassare per il completamento dei lavori, dunque. Da parte sua l'avvocato Stasi, rappresentante della Curatela fallimentare, ha comunicato che in breve tempo verranno chiarite con Trenitalia le questioni in sospeso relative al completamento della commessa  e che, alla fine del percorso, all’affitto dovrà seguire una cessione del ramo d’azienda.

Secondo il segretario Fiom di Lecce, Salvatore Bergamo, nell’immediato si potrebbero reimpiegare già una quarantina di operai. Circa la metà della platea di lavoratori che da oltre un anno è finita in mobilità. “Il successivo impegno di Assifer consisterà nel graduale assorbimento dell’intera forza lavoro, a partire dalla partecipazione ai vari bandi di gara”, ha confermato il sindacalista che ha spiegato come già la prossima settimana i nuovi imprenditori potrebbero recarsi a Trepuzzi per un sopralluogo nella fabbrica, propedeutico all’affitto del ramo d’azienda.

Il primo tavolo aperto presso il ministero dello Sviluppo economico proseguirà con un secondo appuntamento, calendarizzato intorno alla metà di febbraio, utile al monitoraggio degli impegni assunti oggi. La Regione Puglia, presente con gli assessori Leo Caroli e Loredana Capone, rispettivamente al Lavoro ed allo Sviluppo Economico, ha assicurato il pieno sostegno al percorso di reindustrializzazione e stabilizzazione occupazionale anche mediante l’attivazione di corsi di formazione professionale, ove richiesto dall’azienda. I due assessori hanno anche confermato la propria disponibilità a valutare, ed eventualmente sostenere, progetti di investimento  finalizzati ad accrescere la produzione dell'impianto.

All’incontro erano presenti anche i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil e le categorie dei metalmeccanici che hanno espresso soddisfazione per l’esito, certamente positivo e quasi insperato, dell’accordo.  “Finalmente si intravedono delle opportunità e la volontà di dare risposte alle persone – ha dichiarato il segretario generale della Cgil Lecce, Salvatore Arnesano -, vigileremo affinché siano rispettati i termini e i tempi degli accordi. Chiediamo ora che tutte le parti si impegnino a dare prospettive future di ricollocazione del personale e di ripresa dell’attività”.

“Finalmente un raggio di luce in una vertenza difficile, complessa e che sembrava essere ormai spacciata” hanno aggiunto Salvatore Giannetto e Piero Fioretti, rispettivamente segretario generale di Uil e Uilm Lecce che comunque hanno preferito mantenere un atteggiamento di prudenza. “Il percorso da compiere – hanno avvertito - è ancora lungo. Far ripartire l'azienda e completare la commessa, in questo momento, era la cosa più importante, ma il tavolo ministeriale resta ancora aperto e come Uil saremo impregnati in prima linea per garantire piena occupazione ai lavoratori Omfesa”.

L'accordo, in buona sostanza, prevede che siano valutate tutte le condizioni per l'acquisizione totale dell'azienda: massima è stata anche la soddisfazione del sindaco di Trepuzzi, Oronzo Valzano, che ha parlato di una “bellissima quanto inaspettata notizia che oltre a restituire il sorriso alle famiglie dei lavoratori, ridà loro la dignità calpestata in questi ultimi mesi”.

Al tavolo era presente anche la vicepresidente della Provincia di Lecce, Simona Manca che ha parlato di un traguardo importantissimo “ che non ci consente ancora di pronunciarci rispetto alla risoluzione della complessa vicenda, ma ci autorizza ad intravedere un filo di luce, che illumina il percorso e rende la strada meno buia alla fine del tunnel”.

“Se anche prudenza deve essere la parola chiave in questa vicenda – ha aggiunto -, non posso non manifestare il mio cauto compiacimento verso una soluzione che reputo interessante e vantaggiosa per l’azienda, i suoi dipendenti, le loro famiglie e l’intero indotto”.

Anche il deputato del Pd, Teresa Bellanova, ha espresso un incoraggiamento: “In questa fase così delicata è di estrema importanza che l’attenzione e la disponibilità di tutti non venga meno, e che il prossimo incontro di verifica, già fissato a febbraio, possa dare le risposte che il territorio attende da anni, per chiudere finalmente la pagina più nera nella storia di questa azienda”.

Secondo il compagno di partito in parlamento, Salvatore Capone, “fa ben sperare soprattutto l’interesse manifestato dall’amministratore delegato di Assifer a non considerare il suo ruolo legato esclusivamente alle commesse già ottenute dall’azienda, a patto che ci siano le condizioni di ulteriori sviluppi”. Si tratterebbe quindi di un’apertura di credito importante “e il segno che Omfesa rappresenta ancora un’azienda su cui investire”.

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