Venerdì, 18 Giugno 2021
Economia

Tagli al servizio postale. Uil: ”Soppressioni in vista ed esuberi del personale”

Amante, UilPoste: “Saranno eliminate 83 zone in provincia di Lecce, con un esubero di 91 addetti e già dal mese di agosto scatterà il recapito a giorni alterni”

La sede centrale delle poste.

LECCE - Il 24 febbraio scorso è stato sottoscritto un accordo nazionale fra Poste italiane e le organizzazioni sindacali (Uilposte non ha firmato) sull’avanzamento della riorganizzazione del servizio di recapito. “Un accordo sottoscritto frettolosamente – denuncia il sindacato - nonostante ci fossero 12 giorni per discuterne e nel quale l’azienda, al di là di demagogici e futuribili progetti di sviluppo mai realizzati, ha riproposto il recapito a giorni alterni modificando ancora una volta l’agenda di attuazione del progetto stesso”.

Infatti, la provincia di Lecce viene scorporata dalla Regione Puglia ed insieme alla provincia di Brindisi vede anticipato il progetto riorganizzativo al prossimo agosto 2016, mentre le altre province pugliesi vedranno lo start-up di tale progetto nel 2017. Nell’accordo nazionale, da Uilposte non sottoscritto, ci sarebbero “solo vaghi progetti di rilancio del servizio, solo buone intenzioni di sostituzione di mezzi e strumenti e nulla viene definito in materia di sicurezza”.

Con grande puntualità e chiarezza, invece, dalle tabelle allegate all’accordo si evince in maniera allarmante che nella nostra provincia già da quest’estate su un totale di 335 zone di recapito ne verranno soppresse 83 con un esubero di 91 addetti e, in tutta Lecce e provincia, si partirà con il recapito a giorni alterni già dal  mese di agosto.

In pratica, ad ogni portalettere verranno assegnate due zone di recapito e nel corso di due settimane la corrispondenza, di norma, verrà consegnata solo cinque giorni: la prima settimana lunedì, mercoledì e venerdì, nella settimana successiva martedì e giovedì.

“Con questo progetto – afferma la segreteria sindacale -, nella nostra provincia e su tutto il territorio nazionale, la parte più debole della popolazione (i cittadini, gli anziani, che vivono nei comuni più piccoli) viene ancora una volta penalizzata; e così dopo la chiusura di alcuni uffici postali, oggi l’ulteriore taglio prevede anche la riduzione del servizio di recapito della corrispondenza. A questo ennesimo, provocatorio, accordo beffa Uilposte ha detto no”.

La Uilposte ha da sempre evidenziato che Poste italiane, la più grande rete di servizi nazionale, deve costituire il volano del rilancio del paese e deve avere il compito di includere e non escludere pezzi di popolazione; non può guardare sempre più alla redditività dei servizi e sempre meno ai bisogni dei cittadini.

La Uilposte ha sfidato l’azienda “ad un maggior coraggio manageriale e ad  un maggior rispetto dei cittadini e dei propri dipendenti; a smetterla di far passare riorganizzazioni aziendali a vantaggio sempre dei soliti noti e sulla pelle delle fasce più deboli della popolazione e di tanti lavoratori e lavoratrici del settore che quotidianamente restano gli unici attori protagonisti che quotidianamente contribuiscono con l’impegno e professionalità alla vera trasformazione di Poste italiane”.

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