Domenica, 25 Luglio 2021
Economia

Tesoro pronto a rilanciare il pastificio Tandoi. “Puntiamo sui marchi storici”

Il patron dell’Unione sportiva Lecce, nel corso della task force regionale, conferma la volontà di affittare lo stabilimento di Corigliano. Il 4 febbraio dovrebbe ripartire la produzione. Cautela fino alla presentazione del piano

BARI – Saranno i marchi “Ambra” e “Pedone” le punte di diamante della nuova stagione della produzione nel molino Tandoi. Firmata Savino Tesoro. Il misterioso partner che si era affacciato nella trattativa per l’affitto di un ramo dell’azienda di proprietà dei fratelli Filippo e Adalberto Tandoi, ha ufficializzato le sue intenzioni nel corso del tavolo tecnico convocato presso la task force regionale. Si tratta del secondo appuntamento, nel corso di un mese, per i sindacati, i rappresentanti dell’azienda, la vicepresidente regionale, Loredana Capone cui si è aggiunta la partecipazione del patron dell’Unione sportiva Lecce, Savino Tesoro appunto, e di due rappresentanti della Provincia di Lecce, l’assessore Salvatore Polimeno e il consigliere del Pd Salvatore Piconese, che pochi giorni addietro ha convocato la V commissione Attività economiche.

L’imprenditore giallorosso ha deciso, quindi, di giocare la sua partita anche nel settore food, impegnandosi a rilanciare le sorti del pastificio dal prossimo 4 febbraio. L’asso nella manica sono i due marchi storici che hanno legato il prodotto pasta all’immagine del Salento.

Un’intenzione carica di grandi speranze e di prospettive tali da accompagnare alla porta lo spettro della disoccupazione per i 38 dipendenti dello stabilimento di Corigliano d’Otranto. Lavoratori che, nel corso delle ultime festività natalizie, non hanno mollato il presidio di protesta allestito all’ingresso  del molino. Sulle spine per le operazioni di svuotamento dei locali e aggrappati alla speranza di un rilancio industriale.

A infliggere un duro colpo alla produzione (meno 60 percento) ci avevano già pensato Barilla ed Eurospin, con la decisione di revocare le commesse. Adesso ci proverà Tesoro, con la società costituita Cereal T. srl, a riagganciare la clientela dispersa.

La volontà di prendere in affitto lo stabilimento salentino per tre anni (con possibilità di riconferma per altri tre), e con essa l’uso dei macchinari e dei marchi, è confermata in toto. Per i lavoratori ciò significa che la produzione non è destinata allo stop. “Un piccolo passo avanti” secondo il segretario generale Cgil Lecce, Salvatore Arnesano che mantiene tutta la cautela del caso. “Tesoro ha parlato di un progetto solido, ma la verifica di queste promesse si avrà solo nel corso del prossimo incontro presso la Regione Puglia, fissato per il 31 gennaio”. In sede di presentazione, cioè, del piano di rilancio industriale .

Il calendario di incontri per sbloccare la vertenza è piuttosto fitto e si lavora con inaudita velocità. A fine mese sindacati e azienda saranno presenti presso la sede del ministero del Lavoro per attivare la cassa integrazione straordinaria, valida per tutto il personale impiegato nelle sedi di Matera e Corigliano d’Otranto. Viste le premesse, però, nulla esclude che il pastificio possa riuscire a riprendere le redini della situazione, e ripartire, già prima del previsto anno di copertura economica ministeriale.

Se i livelli occupazionali sono garantiti, quindi, all’interno del molino, i lavoratori esternalizzati non navigano in acque tranquille. In 10, infatti, sono rimasti disoccupati e messi alla porta dalla società Eurocoop che gestiva, in appalto, le attività legate al magazzino. Per loro si apre la possibilità di ritornare sotto l’ala di Tandoi a partire da un accordo firmato, con l’azienda, nel 2010. Sarà quello l’appiglio cui si aggrapperanno i sindacati nel corso della prossima riunione, convocata ad hoc presso la sede di Confindustria Lecce, il prossimo 25 febbraio.

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