Economia

Tasi e servizi pubblici, l'associazione Adc chiede un monitoraggio degli indici di qualità

L'associazione "Avvocati dei consumatori" promuove una campagna sul tema della Tasi e del controllo di qualità dei servizi pubblici locali, che la stessa imposta dovrebbe finanziare. L'Adc pone l'attenzione sugli indici per misurare la qualità dei servizi in questione

LECCE – Il Governo ha stabilito lo slittamento della data fissata per il pagamento della prima rata della Tasi per tutti i comuni che ancora non hanno approvato il relativo regolamento. Tra questi, evidenzia l’associazione Avvocati dei consumatori del capoluogo salentino, il Comune di Lecce. L’Assessore ha già anticipato che l’aliquota fissata è quella massima consentita dalla legge cui va aggiunta l’addizionale che la stessa legge prevede quale opzione.

La Tasi (l'acronimo di Tassa sui servizi indivisibili, la nuova imposta comunale istituita dalla legge di stabilità 2014) è un tributo per i servizi indivisibili, quelle attività che i comuni rivolgono indistintamente a tutta la comunità. Ne fanno parte, ad esempio, la manutenzione delle strade e del verde pubblico, il servizio di protezione civile e di assetto idro-geologico del territorio, la tutela del patrimonio artistico e culturale affidato al comune, la tutela degli edifici e delle aree comunali, e altri ancora.

La delibera che approva le aliquote della Tasi deve specificare i servizi indivisibili e i loro costi a cui è diretta la copertura dell’imposta. A fronte dell’elevata consistenza dell’esborso che il Comune si appresta a richiedere dovrebbe, sottolinea l’associazione Adc, corrispondere l’eccellenza della qualità del servizio prestato. L’incremento della qualità delle prestazioni è perseguibile dando voce a chi i servizi li utilizza e li paga sia attraverso le tariffe che attraverso il prelievo fiscale.

La Legge Finanziaria del 2008, infatti ha stabilito che “al fine di tutelare i diritti dei consumatori e degli utenti dei servizi pubblici e di garantire la qualità, l’universalità e l’economicità delle relative prestazioni, in sede di stipula dei contratti di servizio gli enti locali sono tenuti ad applicare le seguenti disposizioni: emanare la Carta della qualità dei servizi da redigere e pubblicizzare in conformità ad intese con Associazioni dei consumatori e delle imprese contenente : standard di qualità e quantità”.

Il 29 ottobre dello scorso anno sono state pubblicate sulla Gazzetta ufficiale (la n. 254 del 29 ottobre 2013) le “linee guida sulle carte della qualità e i contratti dei servizi pubblici locali” frutto del confronto tra il consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, le Regioni e l’Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani).

Le indicazioni approvate rappresentano un livello generale d’indirizzo, una base sulla quale poggia una nuova forma di partecipazione al fine di un miglioramento della gestione dei servizi locali, attraverso l’individuazione di specifici indicatori di misurazione degli standard di qualità dei servizi in questione e di cui vi è un’ampia e dettagliata specifica nel testo del documento.

Le Associazioni firmatarie del documento sollecitano l’amministrazione comunale coinvolgendo l’istituto pugliese per il consumo. Tale iniziativa è anche estesa a tutte le rappresentanze dei portatori d’interessi coinvolti (un esempio classico sono le garanzie di fruibilità dei servizi di trasporto urbano per i cittadini portatori di handicap).

L’associazione invita a inviare consensi e proposte all’indirizzo mail federlecce@gmail.com, al fine di presentare anche una richiesta di uguale contenuto.

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