Giovedì, 24 Giugno 2021
Economia

Tasse, i cittadini pugliesi pagano di più ma dichiarano meno delle altre regioni

Gettito erariale in sostanziale diminuzione. Ciò nonostante, dalla regione giungono nelle casse dello Stato 10miliardi di euro in tasse. Per Confartigianato Puglia la pressione fiscale è eccessiva e la riforma si rivela sempre più necessaria

BARI - Irpef, iva, irap e ires, le “famigerate” quattro. Acronimi che ai pugliesi fanno venire il mal di testa al solo pronunciarli e che stanno velocemente portando i cittadini all’esasperazione. Difficoltà che non si traducono soltanto in una eccessiva pressione fiscale su imprese e persone, ma che significano anche farragini burocratiche che durano tutto l’anno. Lo sanno bene quanti, siamo già alle porte di marzo 2015, stanno ancora pagando il saldo Tari dell’anno passato, benché quest’ultima sia la tassa comunale sui cosiddetti servizi indivisibili.

In sostanza, dai dati elaborati dal Centro studi di Confartigianato Puglia, sono stati versati 10 milioni di euro nel quadro complessivo dell’esazione fiscale del 2013, più precisamente 9.814.954.000 euro attraverso le dichiarazioni che, poi, sono relative al 2012.

Nello specifico tra modelli 730 e 770, ovvero tra dichiarazione dei redditi diretta e indiretta, sono stati 6,3 i miliardi di euro che lo Stato ha incamerato sul reddito delle persone fisiche (Irpef). È interessante soffermarsi però sul fatto che, sì, questo dato è pur aumentato rispetto all’anno precedente di ben 13544 unità, ma nel complesso sono stati dichiarati 388,6 milioni di euro in meno.

E con un reddito medio che è stato stimato in 15.570 euro, contro i 19.747 della media nazionale.

Non va meglio l’Iva (imposta sul valore aggiunto) il cui gettito ammonta a 2miliardi e 425milioni di euro dichiarati da ditte individuali, società e lavoratori autonomi pugliesi. Rispetto all’anno precedente, però, le 25.202 dichiarazioni in più – l’8% di aumento – contrastano con un calo netto del volume d’affari che risulta essere diminuito di più di 3 miliardi di euro.

Scende anche il dato dell’imposta sulle attività produttive (Irap). Dalle dichiarazioni emerge che il valore della produzione si attesta a 16,8 miliardi di euro, contro i 18 precedenti.

L’imposta sul reddito delle società (Ires) non si allontana da questo trend negativo, vedendo calare il gettito da 539milioni al solo mezzo miliardo di euro (40milioni di meno per intenderci).

“La pressione fiscale su aziende e contribuenti – ha commentato Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia, – è così elevato da aver prodotto 10miliardi di euro, ma è del tutto chiaro che ci troviamo di fronte a un netto calo del gettito complessivo, così come a una diminuzione dei redditi medi dichiarati. Una riforma fiscale organica e completa – ha concluso Sgherza – è sempre più una priorità nell’ottica di un areale riduzione della pressione e di  una consistente semplificazione degli oneri”.

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