Terzo settore, l'El Dorado del futuro lavorativo. Cisl discute le novità sui contratti

Il Salento conta 450 cooperative sociali che offrono servizi ai soggetti fragili. Il segretario nazionale Berardi: "Settore in crescita al Sud, lo Stato delega"

In foto: il convegno di Fp Cisl

LECCE - Il terzo settore è una realtà economica e culturale in continua evoluzione. E rappresenta l'El Dorado del futuro lavorativo.

Basti pensare che, nel solo Salento, si contano 450 cooperative sociali che impiegano almeno 10 addetti ciascuno e garantiscono una vasta gamma di servizi alla persona. I destinatari sono per lo più anziani, portatori di handicap, minori, immigrati e soggetti con fragilità. E il settore, assicurano gli addetti ai lavori, è in continua espansione.

Il motivo del successo è presto detto: enti e associazioni arrivano laddove lo Stato non riesce, non vuole e non può fare. Il settore, quindi, si sta riorganizzando, a partire dalla stesura del nuovo contratto collettivo nazionale.

Proprio il contratto, i lavoro e le sue specificità sono state oggetto di un approfondimento organizzato dalla Funzione pubblica di Cisl, questa mattina, nella sala convegni della Comunità Emmanuel di Lecce.

I lavori sono stati coordinati dal segretario generale Fp Puglia, Giuseppe Melissano e vi hanno partecipato il segretario generale Fp Cisl Lecce, Fabio Orsini insieme a Daniele Ferrocino, coordinatore del Forum terzo settore Puglia, Silvia Miglietta, assessore al Welfare del Comune di Lecce, Ada Chirizzi, segretario territoriale Cisl Lecce.

Le dichiarazioni dei relatori del convegno

Le conclusioni sono state curate dal segretario nazionale Fp, Franco Berardi: “Il settore è in espansione, particolarmente al Sud, e noi abbiamo deciso di riservargli un'attenzione particolare, sostenendo anche la qualità dei servizi. Su questo fronte è noto che lo Stato tende a delegare i compiti, senza assumersene pienamente la responsabilità e senza garantire adeguate risorse, nonostante i bisogni siano in continua crescita”.

Il segretario ha fornito qualche dato, basato sulle rilevazioni Istat, per inquadrare la situazione in Puglia, regione che ha un indicatore di crescita sul terzo settore pari al 4,4 percento. Gli enti interessati sono 31mila e si contanto 2mila e 100 cooperative sociali. In totale gli addetti del settore, nel 2016, era pari a 23mila unità.

“Questi numeri dimostrano anche la centralità dei servizi, non rinviabili nel tempo perché rispondono a bisogni immediati, come quelli di una persona appena dismessa dall'ospedale – ha aggiunto Berardi -. Il fenomeno delle badanti, in costante crescita, dimostra chiaramente quanto i cittadini non trovino risposte adeguate nella pubblica amministrazione”.

Il segretario Orsini ha ricordato le difficoltà che gli ambiti sociali di zona incontrano nel gestire questi processi, a causa del tagli dei trasferimenti statali: “I Comuni dovranno quindi rimboccarsi le maniche e operare delle scelte di carattere programmatico, selezionando le priorità di intervento”.

Per quanto riguarda il proliferare di nuove figure professionali, secondo Orsini occorre ricomporre tale pluralità all'interno di un unico contratto: “Una operazione che è stata portata a compimento con il recente Ccnl dsottoscritto a marzo e che si caratterizza per nuovi diritti e nuove tutele, maggiore stabilità del lavoro e consolidamento della contrattazione territoriale. Solo una buona occupazione, infatti, può generare buoni servizi”.

“Da anni, ormai, la pubblica amministrazione è chiamata a confrontarsi con i soggetti del terzo settore per affrontare le sfide della modernità, come quella presentata dai fenomeni migratori che è molto cara all'amministrazione comunale di Lecce – ha commentato l'assessore Miglietta -. La P.a. oggi è chiamata anche ad un'azione di co-progettazione con il terzo settore, per cercare insieme alle associazioni ed alle cooperative le risposte a nuovi bisogni. Il limite di molti progetti, purtroppo, è che spesso si interrompono per mancanza di fondi e non riescono a garantire la stabilità occupazionale dei lavoratori”.

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