Turismo, buon trend. Stagionalità, precarietà ed economia sommersa i freni

Dai dati su base provinciale emerge una crescita notevole dei visitatori stranieri. Ma il comparto pesa ancora poco sul prodotto interno lordo

Al centro, il prefetto di Lecce, Claudio Palomba.

LECCE – Un settore dinamico, ma con presupposti ancora fragili e ostacoli che ne riducono il potenziale di crescita, primo tra tutti la stagionalità dei flussi di visitatori che si concentrano in prevalenza nei tre mesi estivi.  Un fattore che nel Salento è ancora più marcato che nel resto della regione e del paese.

Il quadro sintetico emerso nella presentazione del dossier redatto dal gruppo permanente in materia statistica presso la prefettura di Lecce rappresenta un comparto, quello turistico, che dal 2009 al 2015 ha registrato progressi oggettivi, a parte una parziale battuta d’arresto dal 2012 al 2014 a causa del calo della domanda interna.

Nel 2015 il treno si è rimesso in cammino: rispetto all’anno precedente è cresciuto del 6 per cento il numero degli arrivi (dell’1,3 quello dei pernottamenti), e sempre più stranieri sono attratti dal Tacco d’Italia: dal 2009 l’aumento è stato dell’84 per cento anche se il peso specifico della componente internazionale non arriva ancora a un quinto del totale. Il 62,4 per cento degli arrivi e il 59,1 delle presenze si è concentrato tra Lecce, Otranto, Gallipoli e Ugento mentre nei 72 comuni che non si affacciano sulla costa si è affacciato solo il 9,5 per cento del totale dei turisti.

Cresce anche il numero delle imprese e degli occupati, ma il volume economico complessivo generato dal comparto pesa circa il 7 per cento del prodotto interno lordo, come ha precisato il presidente della Camera di Commercio, Alfredo Prete mettendo in guardia dalla tentazione dell’autoesaltazione: “Dobbiamo ricordarci da dove siamo partiti, cioè dall’anno zero”, a ricordare quanto lunga sia ancora la strada da percorrere.

I numeri contenuti nella pubblicazione, del resto, devono essere contestualizzati con quelli già diffusi a livello regionale (Pugliapromozione) e nazionale (Istat): in questa prospettiva si comprende come le buone performance in atto da un quindicennio non sono bastino a colmare il gap con destinazioni più consolidate e complessivamente meglio organizzate ma siano solo degli indicatori di un trend che va puntellato con un lungo e paziente lavoro di formazione, di specializzazione e di coordinamento.

Ci sono poi degli aspetti da monitorare con attenzione prima che diventino patologici: la diffusione del sommerso, i rischi di infiltrazioni criminali nelle attività economiche, la qualità della retribuzione che risente molto delle tipologie contrattuali a termine e atipiche (il dato sui voucher emessi, ad esempio, esiste su base regionale ma non provinciale).

Si tratta di temi che il Distretto Turistico del Salento, di recente istituzione e inclusivo di tutti i comuni della provincia, seguirà molto da vicino. Lo ha assicurato il prefetto, Claudio Palomba, che ne è stato l’ispiratore, aggiungendo che di lavoro nero e sommerso si discuterà anche nel “tavolo anticrisi” che verrà aperto all’inizio del 2017. Per quanto riguarda gli appetiti delle organizzazioni malavitose sarà fatto, all'interno dei previsti protocolli di legalità, un sistematico lavoro di verifica sui cambi di gestione delle strutture ricettive.

Alla presentazione del report hanno partecipato il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, e l’assessore al Turismo e al Marketing Culturale del comune capoluogo, Luigi Coclite, Beatrice Agata Mariano (capo di gabinetto del prefetto) e Giovanni Refolo (direttore generale della Provincia).

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Il dossier sarà presto a disposizione sui siti web di prefettura, Provincia, Comune e Camera di Commercio oltre che sul portale del Sistema Statistico Nazionale. Il gruppo di lavoro che ne ha presieduto la realizzazione è composto da Emanuela Pellegrino (vice capo di gabinetto e responsabile dell’Ufficio Statistica della prefettura), Grazia Brunetta (responsabile Ufficio Statistica della Provincia di Lecce), Eugenia Catanese (responsabile Ufficio Statistica del Comune di Lecce), Antonella Pulimeno (responsabile Ufficio Statistica della Camera di Commercio), Monica Carbonara (rappresentante Istat e coordinatrice scientifica della pubblicazione).

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