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Martedì, 24 Maggio 2022
Economia

Il Salento conquista i turisti, ma occorre più organizzazione

"I tour dovrebbero essere fatti con più calma, per trattenere chi viene", afferma un ristoratore. Impressioni di visitatori e commercianti fra Galatina e Otranto, in questo week-end lungo

LECCE - L’ondata primaverile di visitatori, come era prevedibile, non ha interessato solo il comune capoluogo, ma anche alcuni centri che ormai da molti anni manifestano una vocazione turistica importante. 

Le cosiddette città d'arte attirano visitatori creando una commistione che abbina la visita presso complessi artistici e culturali alle degustazioni gastronomiche o alla scelta di ottimi ristoranti in cui assaporare un pasto; il tutto spesso può concludersi con una capatina a mare, che magari - per i più coraggiosi - significa fare un bagno. 

“La gente ha voglia di tornare a viaggiare, di ammirare le bellezze italiane; ma anche di mangiare bene, d’essere felice. - Ha affermato pochi giorni fa in un’intervista su Rai 1 il ministro della cultura Dario Franceschini - Dovremo affrontare i problemi precedenti al covid: ossia cercare di non far andare i turisti solo presso le solite grandi mete, ma allargare la prospettiva a quella splendida periferia, che poi periferia non è”. 

Nei giorni scorsi, trascorrendo due pomeriggi in giro per Galatina e Otranto è stato possibile delineare un quadro sull’andamento turistico dell’ultimo week end lungo e dei relativi flussi economici nel cuore del Salento. 

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Il 24 aprile 

E’ una domenica calda piuttosto soleggiata, tale da incentivare diversi visitatori - perlopiù stranieri - a passeggiare nel centro storico di Galatina. 

Una guida locale - durante una breve pausa di lavoro - racconta: “Sto accompagnando un folto gruppo di spagnoli. Sono rimasti affascinati dalla visita presso la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria”. 

E sì perché è proprio quella la meta principale del tour. Un complesso che - secondo il sito del Comune - per la sua struttura architettonica, la facciata piena di dettagli e - soprattutto - per una serie di affreschi avvolgenti “è seconda solo alla Basilica di Assisi”. Non a caso, come si può leggere in un altro articolo sull’argomento - un suo scatto è stato recentemente pubblicato sul The New York Times per la campagna Puglia unexpected Italy. 

“C’è un buon apporto turistico. Quello che auspichiamo - però - è che i visitatori possano essere indotti a compiere i tour con più calma - dichiara Yari Schiraldi di Eden 2.0. - Noi operatori del campo della ristorazione offriamo un servizio importante, perché - tra le altre cose - garantiamo la possibilità di usufruire dei servizi igienici, di cui - a livello pubblico - la città è sprovvista. - Prosegue - Collaboriamo già con alcune guide turistiche, ma confidiamo al ché ci sia una cooperazione con il Comune di Lecce per incentivare dei percorsi che facciano stabilizzare l’afflusso di visitatori anche a Galatina”. 

“Non dite chi sono, non voglio farmi pubblicità perché non ho bisogno. Posso solo affermare che i nostri pasticciotti non sono i migliori, ma sono gli unici dolci che si possono chiamare con questo nome. Tra una visita e l’altra, quindi, non ci si può negare una degustazione". Esordisce così un altro imprenditore locale del settore gastronomico, che continua: "Devo dire che rispetto a qualche anno fa l’apporto turistico si è destagionalizzato o comunque va in quella direzione. Si è intensificato a partire da due settimane a questa parte.“  

Procedendo per le strade del centro storico, una giovane coppia di turisti tedeschi racconta come sia arrivata a scegliere Galatina: “Abbiamo sentito parlare di questo luogo chiedendo in giro tra gli appassionati d'arte. Ci piace osservare le chiese barocche ed in particolare i rosoni. Non a caso siamo stati prima a Lecce, ed ora qui”. Poi, scherzando (ma non troppo) concludono all’unisono: “Spenderemo ancora un po’ di soldi, credo vi faccia piacere”.

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La festa della Liberazione

Il giorno successivo è il 25 aprile, il centro storico di Otranto è pieno di gente, ed i turisti che vengono da lontano hanno scelto - perlopiù - di regalarsi un viaggio di qualche giorno lungo tutto l’arco regionale. 

Una donna francese - in rappresentanza di un gruppo - racconta: “Il castello è molto bello. Il costo di tre euro per l’ingresso non è dispendioso. Attendiamo che apra la Cattedrale per vedere il famoso mosaico sulla superficie. - Prosegue - Prima siamo stati a Bari e ad Alberobello”. 

Difficile interloquire con i ristoratori del posto per carpire quali siano le direttive economiche, vista la grossa mole di lavoro che hanno dovuto affrontare. 

La commerciante di un negozio di souvenir, invece, confida: “La voglia di acquistare dei turisti è elevata, perché i nostri prodotti evidenziano la territorialità. Chi viene da altre zone d’Italia tende ad acquistare oggetti marchiati Salento o Otranto; coloro che provengono dall’estero scelgono riferimenti nazionali o al massimo regionali. - Prosegue - Devo anche dire che il posto in cui è localizzata l’attività commerciale, ovviamente, fa la differenza. - Conclude sorridendo - Di solito dopo magiato la gente è più invogliata a spendere.“

Da segnalare che Otranto è stata la meta preferita per una gita fuoriporta di gente venuta in particolare dal Barese e dal Brindisino.

“Siamo partiti questa mattina presto per evitare la confusione. - Afferma una persona proveniente dalla città capoluogo di Puglia - Abbiamo prima fatto un salto nella natura visitando la Cava di Bauxite e poi il centro storico".

"Stiamo ancora cercando un luogo in cui mangiare, ma qui non c’è molto posto. - Dichiara invece un visitatore della più vicina provincia di Brindisi - Ciò sicuramente vuol dire che si sta lavorando, e molto". 
 

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