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Elezione all'unanimità / Novoli

Terzo congresso Uiltec Lecce: Fabiana Signore confermata alla guida

Nella giornata di ieri l’assemblea del sindacato che tutela i diritti dei lavoratori impiegati nel settore tessile, energia e chimica. La segretaria: “Tac salentino in ripresa, no a contratti pirata e stipendi al ribasso”

NOVOLI – Il settore tessile, dell’abbigliamento e del calzaturiero (Tac) salentino in ripresa e un netto “no” a contratti pirata con stipendi al ribasso: è il messaggio che arriva dal terzo congresso Uiltec Lecce, il sindacato dei lavoratori impiegati nei settori del tessile, energia e chimica, svoltosi ieri, presso La Corte a Novoli, che ha confermato tra l’altro alla sua guida, nel ruolo di segretaria generale provinciale, Fabiana Signore.

L’elezione all’unanimità è avvenuta nel pomeriggio, al termine dell’assemblea generale della categoria, alla presenza della segretaria aggiunta della Uiltec nazionale, Daniela Piras, del segretario generale Uiltec Puglia, Filippo Lupelli, del segretario regionale Uil Puglia con delega all’industria, Andrea Toma, e del segretario Generale Uil Lecce Salvatore Giannetto. Confermata anche la segreteria provinciale, di cui fanno parte Mirella Renis, Giuseppe Persano e Giorgio Giaffreda (tesoriere).

Fabiana Signore, 49 anni, originaria di San Cesario di Lecce, milita nel sindacato della Uilta da quando aveva 25 anni, come componente del consiglio provinciale. Nel novembre 1999, è entrata a far parte della segreteria e da settembre 2000 inizia la sua attività a tempo pieno all'interno della struttura. Viene confermata come componente di segreteria nel 2013, con la fusione con la Uilcem per poi essere eletta segretaria generale della Uiltec di Lecce a settembre 2015.

Nella relazione congressuale ha evidenziato le principali criticità del settore e le sfide imminenti che il sindacato deve affrontare per un concreto miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori e delle lavoratrici del comparto: “Il Tac salentino – ha dichiarato - sta vivendo un momento di tangibile ripresa, nonostante le enormi difficoltà dovute prima alla pandemia e ora al difficile contesto internazionale. Come Sindacato dobbiamo accompagnare e sostenere le imprese locali che oggi puntano finalmente sulla qualità, avendo smesso di fare inutilmente concorrenza ai cinesi e agli indiani; per farlo, è necessario lavorare senza sosta alla riqualificazione ed alla professionalizzazione del personale, valorizzando le nostre secolari tradizioni manifatturiere e coniugandole con le esigenze del nuovo millennio”.

“Lavoratori e lavoratrici meglio formati – ha proseguito - saranno più competitivi nel mercato del lavoro, potranno più agevolmente aspirare a retribuzioni adeguate, potranno confidare nella fine di quella piaga indecorosa dei ‘contratti collettivi pirata’, indegna di un Paese civile e moderno, potranno relegare nel museo dell’antiquariato l’altra piaga del lavoro nero e grigio, non adeguatamente tutelato, non solo sul piano contrattuale, ma anche su quello della sicurezza. Questo processo di miglioramento della professionalità presuppone un dialogo ed una collaborazione costanti con le scuole e gli istituti di formazione, che potrà contare anche sulle risorse pubbliche del PNNR, se adeguatamente intercettate”.

Signore ha denunciato anche altre “cattive abitudini” e “illeciti” che allignano nel settore: “Voglio ricordare, a titolo di esempio, - ha evidenziato - l’abuso dell’integrazione salariale da parte di aziende che in piena pandemia continuavano a far lavorare i dipendenti, in nero, sotto minaccia di licenziamento; un problema che abbiamo pubblicamente denunciato nel febbraio dello scorso anno, sollecitando il doveroso intervento degli organi di vigilanza; o, ancora, l’attenzione non sempre adeguata alle problematiche di sicurezza che riguardano, ovviamente, non solo la prevenzione dal contagio covid, ma anche e soprattutto il resto”.

Attenzione, infine, al tema della sicurezza del lavoro: “Sul tema – ha precisato - non abbasseremo mai la guardia: lo facciamo da tempo dando seguito alla campagna nazionale Uiltec ‘Giro le vite spezzate’, coordinata con la campagna ‘Zero morti sul lavoro’ promossa dalla UIL nazionale, perché, come afferma il segretario nazionale Paolo Pirani, una vita non vale una commessa ed è ora di mettere in campo misure concrete e serie per fermare davvero questa strage”.

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