Economia

Ulivi, comitato sul piede di guerra: "Politica distante, ad aprile in 3mila a Roma"

Dopo la riunione in Prefettura sul caso xylella, il comitato spontaneo "Voce dell'Ulivo", composto da produttori, frantoiani e cooperative, ha deciso di accelerare i tempi. Nei prossimi giorni saranno illustrati i dettagli della grande marcia verso la Capitale. "Il Vaticano si faccia nostro portavoce"

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ROMA – Obiettivo: portare i 3mila che hanno sfilato a Lecce a marciare anche su Roma. Periodo: fine aprile, in piena campagna elettorale. Nella speranza, non certo nascosta, che tutto ciò serva servire ad alzare la soglia dell’attenzione della politica.

E’ oggi il comitato spontaneo “Voce dell'Ulivo”, composto da produttori, frantoiani e cooperative, ad annunciare la stretta dei tempo epr organizzare la “Marcia su Roma”. L’obiettivo reale della manifestazione è un incontro presso il Vaticano con Papa Francesco. L’intenzione del comitato nato nel basso Salento e le cui prime riunioni si sono svolte a Racale, è di chiedergli di farsi portavoce del grido di dolore dei produttori agricoli salentini per la moria degli alberi di ulivo secolari. 

“Tale fenomeno sta causando ripercussioni inimmaginabili dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, dicono i promotori del comitato. “Manifesteremo - aggiungono - sotto la sede del ministero delle Politiche agricole, chiedendo al ministro Maurizio Martina un incontro con una delegazione del comitato, per trasferirgli direttamente le preoccupazioni che il nostro territorio sta vivendo”. 

Nei prossimi giorni il comitato fornirà dettagli su modi e tempi di svolgimento della manifestazione. “L'accelerazione repentina sull'organizzazione della manifestazione a Roma - fa sapere ancora il comitato - nasce dopo l'ennesima riunione, quella di ieri in Prefettura, dalla quale è emersa la forte necessità di continuare la sensibilizzazione delle istituzioni verso questo dramma. Infatti, in quella sede, si è assistito alla sconcertante mancata presenza del 70 per cento dei sindaci della provincia di Lecce”. 

“Di quelli presenti – concludono amareggiati -, salvo qualche eccezione, si è percepita la loro totale lontananza, dalla reale conoscenza e consapevolezza del problema che stiamo vivendo”.

Il centrodestra: valutare conseguenze degli insetticidi

Sul tema Xylella, torna a evidenziare la situazione delle aziende agricole del Salento e di quelle vivaistiche in particolare, il vice presidente vicario del gruppo Pdl-Fi alla Regione, Erio Congedo. A suo avviso la Regione sembra essere in grave ritardo sugli impegni presi a dicembre scorso con le organizzazioni professionali, i vivaisti salentini e il distretto florovivaistico. 

“Oltre agli effetti concreti, già misurabili sulle attività agricole del Salento - avverte - c’è l’aspetto psicologico della Xylella che sta dilagando ormai in tutta la Puglia. Ieri a Brindisi, ad esempio, gli uomini dell’Arif hanno bruciato piante di un arbusto da giardino, prive di documentazione e di provenienza riconducibile alla provincia di Lecce, temendo che fossero vettori del batterio. Un episodio che introduce scenari assai poco confortanti".

Congedo come molti confida nel lavoro del commissario delegato, Giuseppe Silletti, ma attacca nuovamente la Regione: "Non ha ottemperato agli obblighi assunti a dicembre. Quando formalmente si impegnò 'a completare tutte le attività di propria competenza e ad attivare le procedure finalizzate al pagamento degli indennizzi ai vivaisti, per la pubblicazione del bando entro il mese di gennaio'. Siamo a marzo e ai vivaisti salentini non è arrivato alcun ristoro e le procedure per il bando non sono state nemmeno attivate". 

E intanto, viso no anche le preoccupazioni dei produttori di miele e di pappa reale, che il parlamentare di Forza Italia Roberto Marti ritiene "ragionevoli". "Utilizzare insetticida a base di neonicotinoidi per debellare la sputacchina e sterminare la xylella potrebbe seriamente alterare il ciclo dell'impollinazione e, ancor peggio, costituire un serio rischio per api, vitali per il nostro ecosistema", dice.
"L’allarme lanciato dagli apicoltori ha ragione di essere, in quanto si tratta di un settore emergente che conta già una quarantina di aziende nella provincia di Lecce. L'inefficienza del governo nazionale, e soprattutto di quello regionale che non ha neppure previsto un paracadute per gli olivicoltori nel nuovo Piano di sviluppo rurale é allarmante", conclude.

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