Mercoledì, 28 Luglio 2021
Economia

Un’idea forte per uscire dalla crisi del Tac: il tavolo provinciale guarda a Roma

Sindacati, associazioni datoriali ed istituzioni chiedono la convocazione urgente di un tavolo interministeriale. Si punta al rifinanziamento della cassa integrazione, ma serve anche un progetto per il rilancio della produttività

 

LECCE - Più che una categoria a sé, i lavoratori salentini del comparto Tac in caduta libera, sottoposti al regime di cassa integrazione, rappresentano un piccolo esercito: 5.500 persone il cui sussidio regionale ha le ore contate. Dall’inizio del nuovo anno, infatti, non esiste certezza sul rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga. Anzi, l’orientamento del governo sembrerebbe tutt’altro: garantire una copertura per altri sei mesi e cancellare il vecchio regime dei finanziamenti a pioggia, limitandoli per estensione e categorie di lavoratori.

La partita è aperta, ma resta l’allarme sul possibile esaurimento dei fondi. L’emorragia del comparto tessile, abbigliamento, calzaturificio (un tempo fiore all’occhiello del Salento, oggi territorio desertificato) è stato oggetto di un nuovo vertice presso Palazzo dei Celestini. Gli esponenti di Provincia, Regione, Confindustria, Confcommercio e sindacati hanno deciso di battere l’unica via percorribile, coinvolgendo i due ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico in un progetto condiviso che guarda al rilancio della produttività.

Il tavolo interministeriale, richiesto con urgenza, dovrà partire dalla prima soluzione “tampone”: il rifinanziamento della cassa in deroga per tutto il 2013. “Il sistema paese non è in grado di dare risposte immediate alle richieste di lavoro, di garantire la ricollocazione di tutti quelli che sono fuoriusciti dal mercato” conferma Salvatore Arnesano, numero uno di Cgil Lecce per il quale, senza fondi, “si verificherà un vero dramma sociale”.

Ma l’inversione di tendenza nella crisi che ha messo in ginocchio il territorio dipende, soprattutto, “da una efficace programmazione economica elaborata dai ministeri”, aggiunge il collega di Uil Lecce, Salvatore Giannetto. Non resta che riprendere in mano le fila del discorso, interrotto, sul rilancio del comparto tac, da agganciare al settore della formazione e dell’alta moda.

Questa l’idea forte su cui si lavorerà per elaborare una proposta convincente, da consegnare a Roma nelle mani dei due ministri competenti. Lo strumento di partenza, ma non l’unico, è lo sblocco di quei 40 milioni di euro stanziati per l’accordo di programma del 2008: soldi che avrebbero dovuto rappresentare una boccata d’ossigeno per l’area del Pit 9, rilanciando la produttività del comparto.

Ma che, dopo quasi 4 anni, sono ancora fermi. In attesa che le manifestazioni di interesse imprenditoriali si concretizzino in progetti concreti ed affidabili.

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