Martedì, 3 Agosto 2021
Economia

Università di Bari chiude Olivicoltura. Confindustria: " Un corso nell'Ateneo leccese"

Assindustria rivolge un appello affinché il Consiglio dell'università barese possa rivedere la decisione. La soluzione creare all’interno del dipartimento di Scienze biologiche, un insegnamento che possa contribuire alla tutela delle colture mediterranee

LECCE - “Confindustria Lecce ha appreso con rammarico che, in occasione del Consiglio del dipartimento di Scienze agro-ambientali e territoriali dell'Università di Bari del novembre 2013, è stata deliberata la soppressione del corso di Olivicoltura”. Una scelta che non condivide l’associazione degli industriali. Il motivo è tutto nella dichiarazione del presidente Piernicola Leone de Castris. 

Che aggiunge: “Tale iniziativa è preoccupante, poiché, di fatto, scompare dalla Puglia, la regione italiana che rappresenta con i suoi circa 377 mila ettari di olivi oltre il 35% della produzione di olio di oliva del Paese e il 10% di quella mondiale, un insegnamento strategico per continuare ad essere protagonisti del settore. Tale situazione è ancora più grave se si considera che l’unico corso di Laurea magistrale che comprende l’Olivicoltura resta a Firenze, mentre cresce il fabbisogno di professionalità specializzate per migliorare la qualità e la sicurezza delle coltivazioni olivicole”.

Così Confindustria Lecce rivolge un appello all’Università di Bari, affinché possa rivedere la decisione del Consiglio di sopprimere l’insegnamento dell’olivicoltura, per continuare a formare le professionalità che fino ad oggi hanno contribuito a migliorare le produzioni oleicole. Allo stesso tempo Confindustria, anche alla luce del recente incontro con il rettore Zara, con il quale ha avviato un osservatorio per elaborare iniziative comuni a vantaggio della stessa università del Salento, delle imprese e del territorio, chiede all’Università del Salento di creare, all’interno del dipartimento di Scienze biologiche, un insegnamento che possa contribuire alla tutela, alla salvaguardia  ed allo sviluppo delle colture mediterranee con particolare riferimento all'olivo e alla vite.

“Non si riesce a comprendere come mai – afferma il presidente della Sezione Industrie Agroalimentari, Maurizio Zecca – in un momento in cui la dieta mediterranea, che vede come condimento principe l’olio di oliva, viene valorizzata ed apprezzata in tutto il mondo, un’università prestigiosa come quella di Bari non ritenga necessario formare professionalità competenti e specializzate nell’apportare la giusta innovazione nei processi di coltivazione dell’olivo. Tanto anche in considerazione del fatto che, soprattutto negli ultimi tempi, le problematiche di natura fitosanitaria hanno coinvolto proprio nel Salento una vasta area della produzione e si evidenziano spesso approcci obsoleti alla coltivazione e cura degli olivi”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Università di Bari chiude Olivicoltura. Confindustria: " Un corso nell'Ateneo leccese"

LeccePrima è in caricamento