Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

Università tra le prime 350 al mondo. Balzo nella classifica della Thomson Reuters

L'ateneo scala 50 posti e conferma, per il terzo anno consecutivo, l'eccellenza nella didattica ed innovazione. Laforgia: "Miglioriamo pur tra le difficoltà". Università valutata da Eua, la più grande organizzazione di settore europea

L'Università del Salento

LECCE - L’università del Salento, prossima al cambio di testimone tra il rettore uscente, Domenico Laforgia ed il successore, Vincenzo Zara, raggiunge nuovamente un’ottima posizione nelle classifiche internazionali sugli atenei. La nuova classifica, “Times higher education world university rankings” stilata dalla Thomson Reuters, colloca Lecce tra le prime 350 università al mondo. L’Ateneo salentino ha compiuto un balzo in avanti, migliorando la propria performance di 50 posizioni e ciò gli ha permesso di continuare a utilizzare il logo del ranking nella comunicazione istituzionale come ulteriore attestazione di qualità e prestigio.

Si tratta  di una classifica importante, accreditata dall’Eua (European university association) che riunisce le istituzioni accademiche di 47 paesi: la più grande organizzazione del settore in Europa. Anche il numero delle istituzioni accademiche censite in questo ranking, che si è avvalso di accurati criteri di valutazione, è stato piuttosto alto: tredici sono stati gli indicatori utilizzati per valutare, in modo onnicomprensivo e bilanciato, le cosiddette core missions delle istituzioni accademiche.

Così, in virtù di quest’ ulteriore riconoscimento, l’università del Salento ha potuto confermare, per il terzo anno consecutivo, il proprio profilo d’eccellenza nella didattica, nella produzione e diffusione della ricerca, nella capacità di innovazione in collegamento con l’industria e nei contatti internazionali.

Positivo il commento del rettore uscente, Laforgia: “Non solo ci confermiamo in questa classifica dai criteri scientificamente validi, come prima università meridionale, entrando tra le prime 10 università italiane, ma anzi miglioriamo la nostra posizione nonostante mille difficoltà. Questa è la dimostrazione della capacità di un’università pubblica, in un territorio geograficamente eccentrico rispetto ad aree del Paese che vantano maggiore sviluppo e maggiore ricchezza complessiva, di essere capace di raggiungere e confermare di anno in anno livelli di eccellenza nella ricerca e nella formazione delle future generazioni».

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