Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

Vertenza "Adelchi", dal 21 aprile si ritorna al lavoro

Per quella data è previsto il rientro in fabbrica degli operai della Gsc. I dipendenti di Crc e Nuova Adelchi ritorneranno alla produzione il 28 dello stesso mese. Ora si attende il piano di rilancio

La calma dopo la tempesta. "E' stato un incontro sereno quello che si è svolto stamattina presso l'assessorato al Lavoro rispetto alla vertenza Adelchi", annunciano fonti di Palazzo dei Celestini. "Le parti datoriali e sindacali hanno convenuto sul rientro in produzione degli operai delle aziende Gsc Plast, Crc. e Nuova Adelchi, fissando il ritorno in fabbrica al 21 aprile per la prima e al 28 aprile per la seconda e la terza". Tutto procede secondo i piani, dunque, dopo il clamoroso dietrofront di Sergio Adelchi, che, dopo lo spettro del licenziamento e le vigorose proteste degli operai e delle loro famiglie, aveva reso nota la revoca della cessazione delle attività per le aziende coinvolte nella spirale di crisi. Nel verbale, a firma di tutte le parti coinvolte nella trattativa, l'azienda si è dichiarata disposta alle ripresa dell'attività entro quattro settimane, periodo in cui sarà avviata la cassa integrazione ordinaria.

"Sul versante del rilancio industriale, fondamentale per la stabilità occupazionale in prospettiva futura - dicono ancora da Palazzo dei Celestini -, il tavolo si è aggiornato alla presenza della Task Force regionale per fine mese, considerato il periodo di tempo necessario all'azienda per presentare una strategia aziendale di riposizionamento su una produzione di qualità medio-alta". Sarà questo, quindi, un passaggio decisivo per comprendere come si potrà ricollocare l'azienda calzaturiera di Tricase.

E sempre in tema di Tac, ma sul versante di Casarano e della risoluzione adottata in questi giorni che porterà milioni di euro e occupazione grazie all'alleanza con la filiera del Brenta, l'assessore alla Programmazione economica Gianna Capobianco ricorda che "la firma dell'Accordo di programma per gli interventi nel Basso Salento assume particolare importanza perché manifesta un'ampia volontà di intervenire con obiettivi, strumenti e risorse adeguate in una situazione di crisi di un settore come quello calzaturiero salentino che è ormai strutturale, anche se non bisogna dimenticare che imprese di minori dimensioni e con prodotti di qualità riescono a fronteggiare meglio, da un lato, la rivalutazione dell'euro e, dall'altro, la concorrenza di prodotti provenienti da Paesi a più basso costo del lavoro"

"L'accordo di programma avvia un percorso: reindustrializzare un'area come quella del Basso Salento non è un compito facile e siamo consapevoli che questo percorso deve essere compiuto con speditezza da tutti, secondo quanto stabilito nel testo e secondo le rispettive competenze. Sottolineo questo aspetto perché la sottoscrizione dell'accordo è frutto di un lavoro di squadra e quindi occorre continuare a moltiplicare gli sforzi collettivi. La linea di indirizzo è chiara - prosegue -: lavorare su diverse ipotesi e filiere, dal manifatturiero leggero all'agricoltura, dalla meccanica al turismo. Oggi è in primo piano l'impegno delle Istituzioni - Regione, Provincia, Comune di Casarano insieme a Confindustria e Cgil-Cisl-Uil ma é altrettanto importante il prodigarsi ulteriore di tutti i Comuni, dell'Università insieme agli altri interlocutori sociali Camera di commercio, Confapi, Associazioni artigiane, consorzi, cooperative e banche".

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