Vertenza Bat italia, firmato accordo per riconversione

British american tobacco e i sindacati hanno firmato a Roma, presso il ministero dello Sviluppo economico, l'accordo che darà avvio al processo di riassorbimento del personale in diverse aziende

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ROMA - British american tobacco Italia SpA e le organizzazioni sindacali hanno firmato questa mattina, a Roma, presso il ministero dello Sviluppo economico, l'accordo che darà avvio al processo di riconversione dello stabilimento di Lecce, che ormai ha smesso di funzionare e per il quale, negli ultimi mesi, i lavoratori hanno indetto diverse manifestazioni di protesta. Il piano di riconversione, secondo quanto dichiarato dai vertici Bat in una nota, garantirà occupazione alle stesse condizioni salariali e a tempo indeterminato per i dipendenti, inclusi i lavoratori con contratti a tempo determinato, interinali e quelli dell'indotto. Le realtà industriali coinvolte dovrebbero, inoltre, compiere significativi investimenti sul territorio pugliese, nei prossimi anni, per avviare le attività.

"L'accordo odierno - ha dichiarato Giovanni Carucci, vicepresidente di Bat Italia - è stato conseguito grazie al dialogo ed al confronto costruttivo tra l'azienda, le organizzazioni sindacali, le istituzioni locali ed il ministero dello Sviluppo economico. La riconversione dello stabilimento di Lecce è la testimonianza di come, attraverso la cooperazione tra tutti i soggetti coinvolti, si possano gestire e risolvere positivamente situazioni di difficoltà industriale. E' un esempio di come Bat Italia agisca in linea con i principi di responsabilità sociale che da sempre ne contraddistinguono l'operato".

L'organico dello stabilimento leccese di Bat Italia, al momento della firma dell'accordo, è composto da 271 persone: due dirigenti, sedici dipendenti appartenenti all'ex comparto pubblico per i quali si prevede il rientro nella pubblica amministrazione, quaranta dipendenti che hanno maturato o che matureranno nell'arco dei prossimi tre anni i requisiti di pensionamento, otto dipendenti per i quali si prevede un ricollocamento interno al gruppo e 205 dipendenti candidati a essere riassorbiti con il piano di riconversione, che comprende anche 37 interinali e 110 dipendenti di ditte terze. In totale, si arriva dunque a 352 lavoratori.

Nel piano sono coinvolte diverse aziende. Innanzitutto, la Iacobucci Hf Electonics Spa, che si occupa di progettazione, certificazione, produzione, commercializzazione e manutenzione di apparecchiature ed accessori per il servizio a bordo di aeromobili ad elevato contenuto tecnologico. La Iacobucci si impegna ad impiegare nel processo di riconversione industriale 200 unità e ad investire una cifra fra i 5 ed i 10 milioni di euro. Poi c'è la Korus SpA, che opera nel settore della metallurgia leggera, in particolare produzione d'infissi in alluminio e alluminio-legno. Questa è intenzionata ad espandere il proprio business nel Sud Italia anche attraverso l'accrescimento della propria capacità produttiva e della rete vendita. Korus si impegna ad impiegare 70 persone e ad investire complessivamente una cifra superiore ai 10 milioni di euro.
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Segue, poi, l'Hds Fm SpA, gruppo attivo nel settore del facility management, attraverso l'erogazione di servizi per la gestione di strutture turistico-alberghiere e civili-industriali. L'azienda prevede di creare a Lecce un punto di riferimento per sostenere la strategia di crescita nelle attività nel Mezzogiorno. Hds s'impegna ad impiegare 26 unità e ad investire complessivamente circa 1 milione di euro. Infine, c'è la Call Gest, società di call center, con servizi rivolte alle aziende che operano nel settore dell'energia, la quale s'impegna ad assorbire 31 dipendenti ed ad effettuare investimenti in tecnologia e ristrutturazioni per un valore pari a circa 1 milione di euro. Il piano di riconversione prevede inoltre la continuità nell'erogazione di servizi riguardanti la gestione dello stabilimento, quali pulizia, servizio mensa, sicurezza, portineria, e via dicendo, con l'impiego di circa venticinque persone.

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